"I temi e le proposte politiche avanzate sono frutto di una scelta, di un tentativo di pensare la congiuntura singolare da un punto di vista di parte, appunto, situato. E la parte è quella di un lavoro sempre più socializzato e cooperativo, cognitivo e nello stesso tempo precario, che vuole imporre la libertà di produrre contro la sfruttamento, la vita e le istituzioni comuni contro le recinzioni e la rappresentanza.
(Prologo "La lunghezza dell'onda" F. Raparelli)
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mercoledì 23 dicembre 2009

FREEDOM FOR LUCA TORNATORE!

Nella notte tra il 14 e il 15 dicembre, nella notte dei rastrellamenti della polizia a Christiania, tra le oltre 200 persone arrestate, tra cui 81 italiani, c'era anche Luca Tornatore.
Ricercatore al Dipartimento di fisica dell’Università di Trieste, Luca è stato una delle figure pubbliche fondamentali della rete “See you in Copenhagen” mettendo a disposizione del movimento il suo sapere, la sua faccia e le sue idee.

Proprio per le sue idee e per averle espresse pubblicamente Luca è stato arrestato e si trova al momento ancora nelle carceri danesi pur essendo innocente. Vogliono tenerlo in carcere fino al 12 gennaio, per processarlo e magari poi condannarlo.
La sua unica colpa é stata quella di aver aver messo la sua conoscenza al servizio di tutti noi.
Il suo fermo è stato confermato non sulla base di prove, ma proprio per punire il suo impegno, la sua visibilità pubblica e la sua competenza.

Tutto questo è inaccetabile!
Rivogliamo di nuovo Luca Tornatore al nostro fianco!


E' importante fare sentire a Luca la nostra solidarietà e la nostra vicinanza. Inviamogli cartoline, telegrammi, lettere...Riempiamo il carcere di Copenhagen di libertà!! Questo è l'indirizzo:

Luca Tornatore 211275 ABBM -Vestre Fængsel Kirke, Vigerslev Allé 1D, 2450, København Ø Svolta - Copenhagen - Danmarkt


Aderisci al gruppo su facebook: AIUTIAMO LUCA TORNATORE **ARRESTATO A COPENHAGEN


Firma l'appello di solidarietà:
www.petizionionline.it



LUCA LIBERO! LIBERO SUBITO!

venerdì 31 luglio 2009

"Onda teppista": le motivazioni del tribunale del riesame.


da Infoaut.org

Torino - 30.07.2009. Bocciato ancora il teroema Sparagna. L'Onda "colleziona" appellativi, dopo il "guerrigliero" appiccicato da Brunetta, il "paramilitare" affibbiato da Caselli, ora il tribunale del riesame di Torino si prodiga per allungare la lista: "teppista". Tanta attenzione ed enfatizzazione che, dal punto di vista del movimento, è non intellegibile nella sola povertà e teatralità dell'etichettatura, ma piuttosto nella capacità dell'Onda di raccogliere i risultati di un percorso importante iniziato lo scorso ottobre, nella giustezza politica dell'indirizzo preso (verso un caldo autunno 2009!), che ha avuto una sua centrale tappa nella costruzione dell'opposizione al G8 University Summit di Torino, nella giornata dell'"Onda perfetta" del 19 maggio scorso.

Ieri il tribunale del riesame di Torino ha depositato le attese motivazioni per le scarcerazioni ottenute per i 21 studenti e studentesse dell'Onda Anomala in seguito al "compimento" dell'operazione Rewind. I magistrati Pier Giorgio Balestretti, Daniela Rispoli e Massimo Scarabello hanno quindi snocciolato in 9 pagine i perchè delle attenuazioni delle misure di controllo nei confronti degli arrestati di Torino, Padova, Napoli e Bologna.


Onda teppista "I 18 dell'Onda, teppisti con metodi da guerriglia" così titola, a caratteri cubitali, la pagina della cronaca cittadina de La Stampa. Molto spazio la notizia la trova anche in tutti gli altri quotidiani locali, un festival dei titolisti. La maschera del teppismo, in un'operazione Rewind costruita nella cifra della sua mediaticità, per compattare i cocci e per preservare la presentabilità di un teorema Sparagna fracassatosi contro la realtà.

Infatti, tolta la velina del teppismo giustificatorio degli arresti, quel che segue è tutta un'evidenziazione delle falle giuridiche e della natura edilizia di Rewind: "Non si può non tener conto dello stato di incensuratezza di quasi tutti i pervenuti, dell'assenza di precedenti carcerazioni, della relativa giovane età, e del periodo di detenzione seppur breve sofferto che ha indubbiamente contribuito a far prendere loro coscienza dell'estrema gravità delle loro condotte e consapevolezza delle conseguenze penali. Deve essere condivisa la conclusione del gip sulla sussistenza per tutti i ricorrenti del pericolo di reiterazione di reati della medesima specie". Molto di quello che l'Onda ha denunciato, per le strade in piazza nei rettorati, in 2 settimane di mobilitazione contro gli arresti è stato ripreso dai giudici, arresti inaccettabili ancor più nella misura in cui sono stati propinati. Il resto, prevenzione e deterrenza, anche nella contraddizione espressa (il carcere li avrebbe ricondotti su una via salvifica ma permane il pericolo di reiterazione!), trova il tempo che trova, magari lo spazio, ora che son tutti fuori dal carcere, per una risata. Non hanno niente in mano sul piano penale e fattuale, e continuano a cercare di spacciare per reati gravi le accuse di resistenza e lesioni!


"Chiaccere e distintivo" Ma il nodo che è assolutamente più centrale e interessante da cogliere è tutto politico, anzi, sta nella politicità che è stata innervata dalla magistratura all'operazione Rewind. Un attacco repressivo contro l'Onda che, come fatto il 19 maggio in piazza a Torino, si è difesa, ha contrattaccato e fatto crollare il teorema Sparagna, ordito da "sua maestà democrazia e antimafia" procurator Caselli. Il tribunale del riesame infatti scrive che non vuole farsi condizionare da "suggestioni indirettamente o direttamente di tipo ideologico", che non tocca a lui "valutare gli scopi della manifestazione e della natura dei movimenti protagonisti", osservando che "le generalizzazioni sono in ogni caso controproducenti, in qualunque direzione interpretativa ci si voglia muovere".

Un boccone amaro da mandare giù dal pm Sparagna, anche la magistratura ha smontato la sua costruzione teorematica, accorgendosi della valenza politica che è stata data ai 21 arresti dell'Onda. Povero Sparagna, peggio di così! Il suo teorema crollato, gli studenti tutti liberati dal carcere e, oggi, la tirata di orecchie da parte del tribunale del riesame! L'Onda aveva ragione, i discorsi sincopati e preveggenti del pm erano deliri! Infine, non poco spazio l'han trovato, nella ciclica doverosità di lisciamento pelo del corpo armato dello Stato, i vezzi e le moine dei giudici verso le forze dell'ordine in piazza il 19 maggio, dove si è dato un conflitto "scevro da peggiori conseguenze essenzialmente grazie all'estrema professionalità dimostrata dal personale di polizia e alla sua condotta esemplare". Usando poi, forse, la stessa categoria interpretativa anche per la piazza, sostenendo che la cronaca di Radio BlackOut avrebbe, per i manifestanti, "indubbiamente alimentato una visione enfatizzata delle proprie azioni, stimolandole". Indigenza umana di un ceppo giudiziario e poliziesco incapace di soppesare e comprendere i livelli su cui si danno i movimenti sociali (cosa che ci turba ben poco!), fiondati nella mania di protagonismo e auto-promozione che li vede comunemente eccitati nella prospettiva di sfondare porte all'alba con pistola e distintivo, per poi presentarsi sorridenti in conferenza stampa, magari con un caselliano apprendista stregone di turno affianco.


L'Onda ha vinto anche questa battaglia, distrutto il teorema Sparagna, liberati i compagni e le compagne dalle galere, ora si prepara alla mobilitazione che viene; è ben poca roba (sopratutto per i guardiani dell'ordine, s'intende) un'estate con 2 compagni ai domiciliari, 3 con l'obbligo di dimora e 14 con l'obbligo di firma: l'Onda preferisce surfare d'autunno, you are loser.

sabato 18 luglio 2009

ONDA LIBERA TUTTI!


Tutt* fuori! Finalmente liber*!
E’ di qualche ora fa la notizia della liberazione dei 21 studenti arrestati la mattina del 6 luglio in seguito alle disposizioni del procuratore Caselli. Seppur con qualche restrizione ancora, due studenti torinesi agli arresti domiciliari, tutti gli altri con l’obbligo di firma o di dimora, oggi possiamo festeggiare la libertà finalmente ottenuta.

Due settimane, quelle trascorse, piene di rabbia, determinazione e indignazione che hanno sancito un’importante vittoria da parte dell’Onda e dimostrato quanto la forza e la potenza dell’Onda siano ancora così lontane dall’esaurirsi.
In questi giorni di caldo torrido e in un periodo dell’anno che vede le facoltà quasi deserte la risposta del movimento non si è fatta indebolire dalle temperature, né attendere: immediate e numerose sono state infatti le occupazioni di rettorati e facoltà, così come i cortei notturni, i presidi, i blocchi selvaggi del traffico e una raccolta di firme, tra docenti (nazionali e internazionali) ed intellettuali, senza pari.

E dopo due settimane crolla anche l’impianto accusatorio del procuratore Caselli, che voleva dividere il compatto e determinato corteo che il 19 maggio ha attraversato le vie della città di Torino in buoni e cattivi e assegnare così ad una parte ristretta tutte le responsabilità.
Crolla un impianto accusatorio basato sul nulla, su prove inconsistenti e, se non fosse per la gravità e non si stesse parlando della libertà di 21 persone, che fanno sorridere.
Un’inchiesta eseguita alla vigilia dei lavori del G8 all’Aquila ma che in realtà era stata firmata già il 20 giugno, prova ulteriore questa di tutto quel subdolo teorema costruito dal procuratore e dai suoi asserviti.
Dietro quello scudo c’eravamo tutt* quant* così come ci saremo in un numero ancora maggiore il prossimo autunno!!

BLACK SHEEP – Onda Anomala riminese



Per ripercorrere i vari passi dell’operazione REWIND --> Info, editoriali e news sull'operazione poliziesca contro il movimento dell'Onda

lunedì 13 luglio 2009

Bologna - Corteo metropolitano blocca la città! Liberi Tutti Subito!

10/07/09: Stasera le strade della città di Bologna sono state inondate dal partecipato corteo metropolitano organizzato dall’Onda Anomala bolognese per reclamare a gran voce la liberazione dei 21 studenti arrestati il 6 Luglio scorso all’interno della vergognosa inchiesta “Rewind” che porta la firma del ben già noto procuratore Caselli.

Il corteo è partito intorno alle ore 20:00 da Piazza Verdi, cuore della zona universitaria, liberata ancora una volta dalla militarizzazione di stampo Pd. Una piazza riempita da corpi liberi di manifestare e da desideri di dissenso contro questo governo razzista e reazionario, contro un’opposizione complice, inquietantemente silenziosa e giustizialista, contro una governance universitaria baronale e meritocratica, che basa il suo potere su logiche medioevali di intimidazione e criminalizzazione del dissenso, rendendo l’università un dispositivo di controllo e un luogo chiuso alla libera espressione e confronto.

Stasera il corteo metropolitano composto da circa un migliaio di studenti, precari, cittadini, movimenti sociali ha lasciato piazza Verdi al grido di “Liberi Tutti, Liberi Subito”.

Abbiamo attraversato la zona universitaria, diretti verso via Indipendenza e via Rizzoli, rompendo ancora una volta il divieto di manifestare per il centro di Bologna.

Il corteo si è aperto con uno striscione che recitava “Dietro quello scudo c’eravamo tutti-e”, per riaffermare con forza la volontà collettiva di bloccare quel G8 University Summit, di violare la zona rossa. Né buoni, né cattivi: a quel G8 c’eravamo tutte e tutti. C’era l’Onda, un corpo unico composto da una moltitudine decisa a forzare quei blocchi. Ci siamo auto-difesi, auto-tutelati contro il solito violento attacco delle forze dell’ordine, e questo non può essere un crimine.

Ed è per questo che stasera nel corteo bolognese abbiamo rivendicato l’uso dei caschi durante le manifestazioni, per proteggere le nostre teste, che altrimenti verrebbero spaccate da quei manganelli che sanno così bene usare gli uomini in divisa. Branditi dai manifestanti anche degli estintori, questa volta finti, di cartone.

Sotto le Due Torri il corteo si è fermato a lungo, paralizzando l’intero traffico cittadino. Sotto la Torre degli Asinelli, abbiamo voluto lasciare un segno: i nomi degli studenti arrestati a Bologna, per esprimerli la nostra totale solidarietà e complicità e per comunicare all’intera città la nostra determinazione nel voler fuori dalle carceri italiane tutti i 21 arrestati ingiustamente. Il voler comunicare tutto ciò attraverso una bomboletta spray e un muro diventa importante quando il neo-sindaco Delbono inaugura la sua amministrazione con un’ordinanza anti-graffiti, che ha già visto i suoi primi effetti la sera scorsa, quando due studenti dell’Onda bolognese sono stati fermati e denunciati dalla Digos perché sorpresi a esprimere su un muro il proprio dissenso contro gli arresti e il procuratore Caselli.

Il corteo infine ha ripreso via Zamboni, tornando così in Piazza Verdi.

Noi non ci fermeremo finchè tutte e tutti non saranno liberi, non saranno a manifestare accanto a noi.

Maroni, Caselli e i suoi amici hanno tentato di fermarci, di bloccare la nostra lotta contro un’università pubblica in rovina, contro un sistema socio-economico fallimentare e anacronistico, contro la crisi che loro hanno creato e che noi non pagheremo. Ma noi stiamo continuando a bloccare le città e lo faremo anche quest’autunno.

L’Onda non si Arresta!


Liberi Tutti Subito!



La guerra preventiva all'università

Una analisi "a caldo" sulla giornata di arresti di studenti in diverse città italiane
di Francesco Raparelli

6 / 7 / 2009

L’operazione di polizia su vasta scala che ha portato ieri all’arresto di 21 persone, con oltre un mese di ritardo rispetto ai fatti, appare chiaramente e clamorosamente sproporzionata rispetto agli episodi contestati. Si tratta, in tutta evidenza, di un’operazione che guarda al futuro e non al passato, preventiva rispetto alle prossime mobilitazioni per il G8 e oltre. C’è un bersaglio preciso: è l’Onda, è il movimento degli studenti.

E’ tuttavia opportuno segnalare prima di tutto che l’ operazione riprende alla lettera quella criminalizzazione mediatica che era stata subìta dal movimento il giorno dopo i fatti di Torino. Negli articoli di quei giorni, si affermava che una parte dell’Onda aveva “preso in ostaggio” la parte pacifista della medesima Onda. Le parole pronunciate ieri da Giancarlo Caselli rivelano che questo quadro menzognero, a suo tempo propinato da Repubblica e dal Corriere, è stato ora trasformato in dispositivo giuridico.

E’ inoltre a dir poco singolare, non foss’altro che per il richiamo inevitabile a fasi storiche che speravamo concluse, che sia stato proprio Caselli a gestire la conferenza stampa sugli arresti di ieri. Difficile evitare la sensazione che a lanciare questa offensiva contro i movimenti sia una parte della magistratura certo non alleata del governo. Ed è altrettanto difficile non chiedersi se, dopo la grande operazione scandalistica sul terreno delle notti berlusconiane, la magistratura non abbia deciso ora di muoversi anche sul terreno dei movimenti, come a definire un quadro di doppia instabili, dall’altro sul fronte del governo, e dal basso su quello dell’insubordinazione sociale.

Va da sé che chi decide di agire contro gli studenti in luglio, quando le università sono spopolate, mira a mettere una pesante ipoteca sulla ripresa dei movimenti universitari dopo l’estate. Siamo di fronte a una spinta generale, che non vede protagonista solo il governo, nell’affermazione di un blocco delle istanze di movimento, in vista di un autunno che potrebbe rivelarsi molto caldo. Si allargherà la disoccupazione, finiranno le casse integrazione, arriveranno i veri tagli all’università, chiuderanno i corsi di facoltà e le borse per i dottorati di ricerca. In questo clima di rabbia e tensione latente, l’esigenza di segnare per tempo un’ indicazione fortemente intimidatoria nei confronti del movimento mette d’accordo il governo e chi si candida a promuovere una prospettiva di unità nazionale nella gestione della crisi.

La prima reazione, davanti a questo attacco, deve essere una grande operazione di verità , per dire forte e chiaro che a Torino c’eravamo tutti, che non c’era parte buona e una cattiva del movimento, ma solo studenti che, in migliaia, si sono difesi dalle cariche in una città militarizzata a protezione di un G8 illegittimo, che pretendeva di definire le trasformazioni dell’università. Affermare la presenza comune e di massa dell’intero in tutta quella giornata significa respingere al mittente la non disinteressata bugia di chi vorrebbe dividere il movimento tra buoni e cattivi.

La seconda reazione immediata necessaria è una sfida rivolta a tutto paese democratico, che metta al centro la necessità di garantire margini e spazi di libertà per chi confligge, anche in maniera radicale, contro la crisi. Oggi è l’Onda, domani potrebbero essere gli operai di Termini Imerese. Per questo la battaglia per studenti dell’Onda riguarda tutti e non solo quegli studenti o i militanti che hanno partecipato al loro fianco alla mobilitazione del 19 maggio.

mercoledì 8 luglio 2009

L'Onda non si arresta! Liber* tutt* subito!

Dopo le prime azioni di solidarietà svolte nel primo pomeriggio di lunedì in università, concretizzate nell’apposizione di striscioni e in azioni comunicative ed informative, ieri sera la città ha mostrato nuovamente la sua solidarietà ai 21 studenti arrestati all’alba del 6 luglio, scegliendo la forma del presidio.

Un presidio attraversato da numerose persone che in questo periodo si riversano sul porto canale della città adriatica. Numerosi gli interventi realizzati dalle studentesse e dagli studenti del collettivo Black Sheep e dagli/lle attivist* del Lab. Paz. Interventi che hanno sottolineato ancora una volta l’inaccettabilità e l’estrema gravità dell’inchiesta Rewind partita dal procuratore di Torino Caselli che si è preso la libertà di 21 persone sulla base di accuse ridicole ed inconsistenti. Il movimento dell’Onda è un unico grande movimento, in cui non ci sono buoni e cattivi: la decisione di sfondare la zona rossa nella mobilitazione nazionale del 19 maggio contro l’illegittimo G8 dell’università è stata una decisione condivisa prima e condivisa poi in un’assemblea nazionale in cui tutti gli studenti dell’Onda sono intervenuti, assumendo quelle pratiche, assumendo tutto quello che era stato fatto in quella giornata e nelle giornate precedenti. Un’assunzione che si sta tutt’ora attuando con le numerose occupazioni dei rettorati, con i presidi, con i cortei spontanei che stanno attraversando le nostre città.

Un’operazione doppiamente inaccettabile a sentire le motivazioni della Procura di Torino: “ Non abbiamo un granché a livello di prove ma i soggetti arrestati preventivamente avrebbero potuto partecipare alle mobilitazioni del G8 all’Aquila”. Troppi gli avverbi ipotetici così come i condizionali. Ancora una volta, come già successo anche a Rimini con la consegna degli avvisi orali a tre attivisti del Laboratorio Paz, si sceglie di limitare le libertà personali e si impongono sanzioni prima che sia stata accertata la responsabilità davanti ad un giudice, si sceglie di procedere prima che si sia commesso un reato.


Richiediamo l’immediata liberazione di Marco, Anton e di tutti gli altri compagni arrestati!


L’Onda non si arresta!


Liberi tutti, liberi subito!

Presidio pubblico Non abbiamo paura! Liber* tutt*, liber* subito!

Martedi 7 luglio ore 21.00

Piazzale Boscovich

Presidio pubblico Non abbiamo paura! Liberi tutti, liberi subito!

All'alba di questa mattina, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Torino, la polizia ha effettuato decine di perquisizioni nella case di studenti e attivisti in tutta Italia. L'operazione della Digos ha eseguito 21 misure cautelari per le mobilitazioni studentesche del 19 maggio scorso a Torino in occasione del vertice del G8 University. Due gli arresti a Padova, quattro a Bologna, 12 a Torino di cui 5 ai domiciliari, 1 ai danni di un attivista napoletano avvenuto al termine della fiaccolata che si è svolta ieri notte a tre mesi dal terremoto. Blindati e polizia hanno inoltre fatto irruzione al centro sociale Asktasuna di Torino e al Festival di Radio Sherwood a Padova. Si sono presi la libertà di ventuno persone sulla base di accuse ridicole e inconsistenti, soprattutto perché hanno utilizzato gli strumenti inquisitori più vecchi contro la cosa più nuova che sia successa in questo paese negli ultimi anni, contro la prima rivolta di massa di quel lavoro cognitivo che non pagherà mai la loro crisi, movimento che è destinato ad organizzare nella trasformazione radicale le libertà e le ricchezze comuni.

L’onda non si arresta. Liberi tutti, Libere tutte!


Black Sheep e Laboratorio Paz

lunedì 6 luglio 2009

Solidarietà agli arrestati. L'Onda non si arresta, LIBERI TUTT*, LIBERI SUBITO!


Questa mattina, all’alba, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Torino, la polizia ha effettuato 21 arresti e numerose perquisizioni ai danni di student* e attivist* in varie città di Italia, tra cui Torino, Bologna, Padova e Napoli.

Il quadro di riferimento è la manifestazione nazionale dell'Onda studentesca contro il G8 University Summit del 19 maggio a Torino.

Una giornata quella del 19 maggio che abbiamo definito perfetta, per la sua portata, per il protagonismo e la forza che l’Onda ha messo in campo in quel momento di lotta. Giornata, dall’altro canto, ampiamente criminalizzata dal punto di vista mediatico e politico. La stessa criminalizzazione, stamattina, è stata esercitata da parte della polizia. Un’operazione questa che si inserisce all’interno di un clima generale di normazione e controllo sui corpi, di falsa sicurezza e privazione della libertà. Un’operazione, inoltre, doppiamente grave, in quanto ha come collocazione temporale la vigilia dei lavori del G8: un segnale quello che ci giunge forte ed inequivocabile di attacco a tutti i movimenti, siano quelli nell’ambito del mondo della formazione e dell’università, siano quelli sociali.

Esprimiamo la massima e piena solidarietà a tutt* i/le compagn* vittime di questo sporco meccanismo.

Non ci avrete mai come volete voi: LIBER* TUTT*, LIBER* SUBITO!

Onda Anomala riminese

Collettivo universitario BlacK SheeP

ancora arresti a Padova e L'Aquila per il G8 Uiversity Summit

Operazione della Digos: giovane di Chiaiano fermato alla fiaccolata nel capoluogo abruzzeseEseguite 21 misure di custodia cautelare in diverse città per gli incidenti dello scorso maggio

da Repubblica

Torino, scontri G8 università - nuovi arresti a Padova e L'Aquila

ROMA - Nuovi arresti per gli incidenti avvenuti il 18 maggio scorso a Torino in occasione del G8 dell'Università. A Padova il leader del centro sociale Pedro, Max Gallob, è stato arrestato nella notte su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Torino. Sempre in relazione agli scontri del maggio scorso è stato arrestato anche uno dei leader del centro sociale Insurgencia di Napoli, Egidio Giordano, fermato nei pressi del centro sociale dell'Aquila dove si trovava per partecipare alla fiaccolata organizzata tre mesi dopo il terremoto. Giordano era stato già coinvolto nelle violente contestazioni all'apertura della discarica cittadina nel quartiere di Chiaiano. L'operazione della Digos di Torino, in coordinamento con la Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha eseguito 21 misure di custodia cautelare. In particolare, 12 persone sono state arrestate a Torino, altre a Padova, Bologna e Napoli. Nelle scorse settimane erano già state arrestate due persone: Domenico Sisi, parente del sindacalista Vincenzo Sisi processato a Milano con l'accusa di far parte di un'organizzazione terroristica, e Alessandro Arrigoni, dipendente della prefettura di Milano. Entrambi avevano poi avuto l'obbligo di dimora. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare figura anche un esponente dell'ala universitaria della disobbedienza padovana, attualmente in Iran, suo paese di origine. Secondo quanto si è appreso, un altro attivista dell'area del centro sociale Pedro è stato sottoposto a perquisizione domiciliare nell'ambito della stessa operazione.

L'Onda non si arresta! Primi appuntamenti nelle università e città

L'Onda non si arresta!

Meeting point - Primi appuntamenti nelle Università e città

6 / 7 / 2009

Roma - Università La Sapienza, ore 12 assemblea Facoltà di Scienze Politiche

Torino - ore 12, assemblea (probabilmente Palazzo Nuovo)

Bologna - appuntamento ore 12 in via Zamboni 38

Padova - Alle ore 12.30 è stata convocata una conferenza stampa a Padova all'interno del Palazzo del Bo, sede del rettorato dell'Università
Alle ore 17.00 Presidio attivo davanti alla Prefettura

Napoli - Alle ore 14.00 Università Orientale

L'operazione eseguita dalla Polizia su mandato della Procura di Torino

L'operazione eseguita dalla Polizia su mandato della Procura di Torino
Perquisizioni e mandati di arresto in tutta Italia


6 / 7 / 2009

ore 09.20 - aggiornamento sugli arresti e sulle perquisizioni
Il dispositivo proviene dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino. Su richiesta della procura dispone l'esecuzione di 16 ordini di custodia cautelare in carcere ed assegna agli altri 5 agli arresti domiciliari.
I reati contestati sono:
violenza nei confronti degli appartenenti alla forza pubblica, lesioni personali e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Il quadro di riferimento è la manifestazione nazionale dell'Onda studentesca contestuale al G8 University Summit del 19 maggio a Torino.
Alle ore 12.30 è stata convocata una conferenza stampa a Padova all'interno del Palazzo del Bo, sede del rettorato dell'Università.
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Primi lanci di agenzie stampa:
la stampa
corriere.it
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Da questa mattina la Polizia sta eseguendo numerosissime perquisizioni ai danni di attivisti, alcuni dei quali sono stati tradotti in stato d'arresto (in carcere ed ai domiciliari).
L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Torino ed afferisce alle dimostrazioni dell'Onda contro il G8 dell'Università.
La Polizia ha fatto irruzione al Festival di Radio Sherwood nella città di Padova ed al CS Askatasuna.
Ad ora sappiamo di due arresti a Padova, quattro a Bologna, 12 a Torino di cui 5 ai domiciliari, 1 ai danni di un napoletano avvenuto a L'Aquila durante l'iniziativa 3e32.
Fonti giornalistiche annunciano 21 arresti con imputazioni di resistenza, lesioni e danneggiamenti.
A tutt* i/le compagn* va la solidarietà della nostra redazione e l'invito di contattarci per condividere informazioni ed aggiornamenti.

mercoledì 3 giugno 2009

ALESSANDRO E DOMENICO FINALMENTE LIBERI!! L'Onda non si arresta!

Torino 2 giugno '09 - Aggiornamento ore 18:30

Finalmente liberi!
Alessandro e Domenico sono stati scarcerati dal tribunale del riesame che si è tenuto questa mattina, in contemporanea un presidio di solidarietà dell'Onda.

Dopo 2 settimane di carcere i 2 compagni arrestati nella giornata di opposizione al G8 University Summit di Torino escono dalle Vallette, entrambi con l'obbligo di dimora (rispettivamente Sassari e Torino) e firma. Due settimane di mobilitazione e battaglia per la loro scarcerazione, assunte da tutte le articolazioni dell'Onda Anomala nazionale, che nel rivendicare la giornata di conflitto del 19 maggio scorso ha fortemente e all'unanimità richiesto la loro immediata liberazione.

Diversi i momenti in cui l'Onda Anomala ha espresso tutta la sua solidarietà e vicinanza con i compagni arrestati: nell'immediato con un presidio fuori dal carcere, con striscioni appesi in tutte le facoltà degli atenei del nostro paese, con un comunicato dell'Onda firmato da tutte le segmentazioni nazionali del movimento. Poi ancora un presidio organizzato fuori dalle Vallette, un'incursione all'Open Day della Statale di Milano ed il presidio di lunedì sotto il palazzo di giustizia, in contemporanea col tribunale del riesame a cui hanno partecipato una settantina tra studenti e studentesse di Milano e Torino.

L'Onda non si arresta!

venerdì 29 maggio 2009

La governance universitaria è una tigre di carta

Editoriale Uniriot sulla forza dell’Onda e la violenza della crisi di Gigi Roggero


Che i media non siano più semplicemente al servizio della politica ma facciano politica, è ormai una verità assodata. Ma che perciò debbano anche farsi rappresentanti della genuina essenza di chi si oppone allo stato di cose presenti, ovvero dei movimenti, questo è un elemento nuovo. Così, dal Corrierone nazional-aziendale alla Stampa, nota “busiarda”, nel grande spazio conquistato dalle mobilitazioni contro il G8 di Torino i giornalisti non si limitano ad evocare i triti spettri maroniani del terrorismo e dunque ad invocare la mano pesante contro gli studenti, in quella spirale di “fobia anti-giovani” descritta da Lucia Annunziata proprio sul quotidiano di casa Fiat: si fanno interpreti del vero significato dell’Onda, tradito dal corteo del 19 maggio. Si mostrano addirittura dispiaciuti nel dover chiamare Onda quella manifestazione. Arrivano perfino a dichiarare una qualche proprietà sul logo, tale per cui possono attribuire l’etichetta a chi ne proseguirebbe il vero spirito: quello della proposta e non della protesta, della sostenibilità e non dell’incompatibilità, della rappresentanza e non dell’autonomia. Poco conta se i “buoni” sono poche decine e i “cattivi” molte migliaia. Nelle forme della produzione contemporanea, si sa, non c’è più misura. E, soprattutto, non c’è nessun imbarazzo a parlare nel nome di un’Onda astratta e disincarnata, per poter controllare e reprimere quella reale. Già, perché questa è la grande vittoria della mobilitazione di Torino. Aver finalmente messo a tacere chi da mesi si affanna a parlare di riflusso e di fine di un ciclo, con l’unico obiettivo – nella classica veste della profezia che si autoavvera – di poter scongiurare il pericolo e catturarne il portato politico nei meccanismi della rappresentanza. Ma lungi dalla risacca, negli ultimi mesi l’Onda ha sedimentato i percorsi di autoformazione e costruito l’autoriforma, cifra paradigmatica di una nuova università. Sarebbe bastata un’occhiata all’età media estremamente bassa della composizione del corteo di Torino, con i molti studenti medi e dei primi anni di università arrivati da tutta Italia, per rendersi conto che autoriforma e conflitto non solo non sono alternative, ma sono una la condizione di possibilità dell’altro. Ma chi esaurisce gli argomenti, è spesso costretto alla menzogna. A cui si aggiunge l’imbarazzo, in alcuni media di sinistra, per un’Onda che non si fa ridurre al vuoto simulacro dei buoni sentimenti, per incarnarsi invece in un desiderio collettivo e in un processo di lotta. Che rifiuta il ruolo di vittima, e afferma l’autonomia nel decidere sul proprio presente e sul proprio futuro. Che, in migliaia, resiste alle cariche di polizia e carabinieri, e compattamente e gioiosamente torna all’università per continuare a praticarvi l’autoriforma. E perché non soffermarsi, ad esempio, sui tanti abitanti di Torino che hanno lanciato dai balconi acqua e limoni ai manifestanti per proteggersi dalla pioggia di lacrimogeni, e hanno aperto i portoni per offrire loro rifugio dalla brutalità vendicativa della polizia? Non si tratta di simpatia verso la “meglio gioventù”: è la percezione di una crisi che è solo all’inizio, della fine di ogni illusione di mobilità sociale ascendente, dell’intollerabilità dell’ulteriore attacco ai salari e ai redditi di lavoratori e precari per salvare imprenditori, baroni e banchieri. È il rifiuto della politica dei sacrifici. È la forza dell’Onda Anomala: farsi terreno comune di una composizione sociale che non vuole pagare la crisi. Ecco, è questo che spaventa governo e media di fronte a questo nuovo proletariato intellettuale: la capacità di parlare la lingua della parzialità e della generalizzazione. Ed è questo che spaventa l’opposizione, che pervicacemente persevera negli antichi errori che l’hanno portata nel coma vegetativo in cui oggi versa. Così, il Pd piemontese esprime la sua solidarietà alle forze dell’ordine, incurante del fatto che a guidarle fosse Spartaco Mortola, uno degli impuniti carnefici dell’irruzione alla scuola Diaz il 21 luglio 2001, promosso a questore vicario di Torino. Se l’opposizione vuole parlare di regime berlusconiano, abbia il coraggio di dire che la sua data di inizio non è la corruzione di Mills o la candidatura delle veline, ma il sangue di Genova. È quella la violenza da cui devono avere il coraggio di prendere le distanze, quella stessa violenza che Maroni e Pdl usano nei rimpatri dei migranti. La violenza di un sistema tanto più feroce quanto più è assediato in un castello medioevale. Se non troveranno questo coraggio, foss’anche quello della disperazione, dopo aver consegnato il governo del paese nelle mani della Lega e di Berlusconi sono destinati a sparire. E quelle file e file di caschi che gli studenti avevano?”, chiederà sicuramente un bravo giornalista. C’è una legge dello Stato che ne impone l’obbligo per salvarsi la vita, e fronteggiare le cariche selvagge e il gas CS delle truppe di Mortola è sicuramente più pericoloso di qualsiasi scooter. Ma con quei caschi le migliaia di studenti e precari a Torino hanno difeso qualcosa di ancora più importante: non la democrazia di cui si vorrebbe affidare ai giudici la restaurazione, ma la democrazia che l’Onda sta inventando e praticando. Quella che parla di nuovo welfare, di reddito, di riappropriazione della ricchezza sociale. Prendere le distanze dalla violenza, significa appoggiare la forza costituente dell’Onda. Tutto ciò prima che – almeno per loro – sia troppo tardi.

Gigi Roggero

giovedì 28 maggio 2009

Bologna – La Libertà negata

Mercoledì 27 maggio, durante un volantinaggio in via del Pratello che ha visto protagonisti una cinquantina di attivisti e attiviste del centro sociale TPO e di Bartleby spazio occupato si è verificato un fatto gravissimo. 21 persone sono state portate in questura per il riconoscimento dopo un iniziativa comunicativa che ha visto diverse persone distribuire volantini e flyer che promuovevano l’iniziativa Io non ho paura di martedì 2 giugno in piazza San Francesco, e attaccare con il nastro adesivo il documento La paura è tristezza in tutta la via.
Passando accanto alla nuova sede della Lega in Via Pietralata, che era perlatro chiusa, alcuni attivisti hanno attaccato alla vetrina delle grandi fotografie scattate dai reporter di Repubblica durante i respingimenti in Libia, con slogan contro le politiche razziste che la Lega Nord sta portando avanti in sede di Governo, spargendo del letame fuori dalla sede e colorando con della vernice rossa la vetrina.

Al termine dell’azione i manifestanti hanno proseguito il volantinaggio continuando su via del Pratello, dove dopo pochi metri sono arrivate diverse pattuglie della polizia che li hanno seguiti a vista.
Al sopraggiungere della digos su piazza San Francesco i manifestanti hanno inziato a spostarsi prima verso via San Felice e poi, all’arrivo dei reparti mobili si sono diretti verso Via Sant’Isaia, dove sono stati circondati dalle forze dell’ordine e tradotti tutti in Questura per il riconoscimento.

Ci chiediamo se a Bologna è consentito ancora manifestare dissenso con una semplice iniziativa comunicativa, di pomeriggio lungo una delle vie che storicamente rappresenta socialità e presa di parola.
In tempo di campagna elettorale evidentemente la libertà di espressione è sospesa e non è possibile neanche prendere parola contro le politiche securitarie della paura e del razzismo.

Ultimi aggiornamenti
Rilasciati tutti gli attivist* con l’accusa di manifestazione non autorizzata e danneggiamento. Per domani alle ore 15.30 è stata convocata la conferenza stampa.

venerdì 22 maggio 2009

Alessandro e Domenico LIBERI SUBITO!

In 10000 martedì 19 maggio abbiamo attraversato le vie della città di Torino, in 10000 siamo arrivati dal nord al sud d’Italia, dalla Spagna alla Grecia per protestare contro l’insostenibilità e l’illegittimità di questo G8 dell’università. Per gridare forte contro chi vuole arrogarsi il diritto di decidere sulle nostre vite, sul nostro futuro e non mostra neanche l’umiltà di chiedere un nostro pensiero a riguardo, di chiedere il parere di chi veramente, quotidianamente e perché no, faticosamente, vive l’università e le sue profonde contraddizioni.

Un’Onda perfetta, quella che ha inondato Torino, che durante il suo veloce percorso per arrivare alla fortezza del Valentino, luogo dove si sono rinchiusi e arroccati baroni e signori di questa università in crisi, non ha rinunciato a sanzionare banche e agenzie interinali, vere responsabili di una crisi che ci rifiutiamo di pagare.

Un’Onda che si è portata a casa sicuramente un’importante vittoria, fatta in primo luogo dalla determinazione, che ci ha contraddistinto dallo scorso autunno fino ad oggi, e che ci ha portato durante il corteo a non accettare i limiti imposti dalla zona rossa e a voler vedere dichiarato fallito questo G8 e dall’altro a voler creare una nuova università, un’università che non sia luogo di sfruttamento come la conosciamo ma luogo di produzione di saperi liberi, di reddito. Una vittoria dettata anche dal non volere delegare a nessuno, ancora una volta, il nostro futuro, a non volerci far rappresentare da nessuno, e in particolar modo nel momento della scelta.

Denunciamo l’uso spropositato e pesante di lacrimogeni lanciati ad altezza uomo contro noi studenti, la scelta di istituire una zona rossa, che tanto ricorda le giornate genovesi oltre alla presenza di Mortola, nel 2001 capo della Digos a Genova e oggi vice questore a Torino.

La stessa determinazione e la stessa rabbia che martedì ci hanno portato a non accettare limiti, zone rosse e divieti alla nostra libertà di movimento ci portano oggi a chiedere l’immediata scarcerazione di due compagni, Alessandro e Domenico, arrestati durante la grande giornata di lotta contro il G8 University Summit.


L’Onda non si arresta! L’Onda vi travolge!


Alessandro e Domenico LIBERI SUBITO!

L'Onda non si arresta! Confermati gli arresti per Alessandro e Domenico

(da infoaut.org) Aggiornamento ore 20. E' arrivata la notizia che l'Onda sperava di non ricevere: il gip ha deciso per la conferma degli arresti di Alessandro e Domenico, restano alle Vallette. Quindi è assolutamente confermato il presidio di domani sera fuori dal carcere, gli studenti e le studentesse dell'Onda torneranno alla cinta del penitenziario per portare la loro solidarietà agli arrestati e per continuare la battaglia per la loro scarcerazione.


Nel frattempo oggi pomeriggio l'Onda milanese ha fatto un'incursione al rettorato della Statale, tappezzando gli uffici del rettore Decleva per esigere la liberazione del loro compagno Alessandro e chiedendo al rettore dell'università frequentata da Alex, oltre che presidente della Crui promotrice del G8 University Summit, di prendere posizione.


Alessandro e Domenico liberi subito!



Nella straordinaria giornata dell'Onda del 19 maggio 2 compagni sono stati arrestati, Alessandro e Domenico. Alessandro, studente milanese della Statale ed esponente dei Circoli degli emigrati sardi, è stato tratto in arresto durante gli scontri di piazza in corso Marconi. Domenico, torinese, è stato invece fermato prima del corteo, l'accusa che gli viene rivolta è di detenzione di materiale esplosivo.


Questa mattina vi sono state le udienze per le convalida o meno degli arresti al carcere delle Vallette. Entro stasera, massimo domattina, vi sarà il pronunciamento del gip sui compagni detenuti alle Vallette. In parallelo, questa mattina vi è stato un primo momento di solidarietà con gli arrestati: gli studenti e le studentesse dell'Onda Anomala torinese e milanese hanno tenuto un presidio fuori dal carcere, con i familiari e con gli avvocati. Sono stati appesi 2 striscioni: "Alessandro e Domenico liberi subito!", "L'Onda non si arresta! Alessandro e Domenico liberi subito!".


Nell'eventualità che il gip non decidesse per la scarcerazione immediata di Alessandro e Domenico, l'Onda di Torino ha già indetto un nuovo presidio per domani sera alle 18 fuori dalle Vallette, per far arrivare la solidarietà ai compagni, per richiedere la loro l'immediata liberazione.


Ma la solidarietà e la presa di posizione dell'Onda non è ferma al territorio torinese: questa mattina negli atenei di tutt'Italia sono comparsi striscioni e scritte richiedenti l'immediata liberazione di Alessandro e Domenico. "L'Onda non si arresta! L'Onda vi travolge!"

mercoledì 20 maggio 2009

Torino 19 maggio - L'Onda perfetta. In 10.000 contro il G8

Comunicato dell'Onda Anomala contro il G8


L'Onda Perfetta è l'onda migliore, quella da cavalcare che vale una vita per tutti i surfisti. Quella espressasi questa mattina a Torino è stata l'Onda migliore possibile. Abbiamo dimostrato, a mesi di distanza dalla mobilitazione dell'autunno, dopo che in molti già ci davano per morti, di esserci e di essere.Oggi siamo scesi in piazza per una nuova grande mareggiata, invadendo le strade di una Torino blindata per proteggere Baroni e feudatari dell’università in crisi. Siamo giunti da tutta Italia (qualcuno anche da oltre confine) per esprimere tutta la nostra contrarietà a questo insostenibile G8 dell’università. Abbiamo respinto l'arroganza del G8 dei rettori, asserragliati al castello del Valentino, tentando di stanarli, provandoci, credendoci, con la determinazione e la partecipazione di chi sa che in ballo c'è il proprio futuro.

Abbiamo contestato l’illegittimità del G8 University Summit ribadendo che i rettori e la CRUI, che promuoveva il vertice, sono i rappresentanti (il)legittimi di una università che sopravvive tra le macerie. Noi siamo invece l’espressione concreta di una rappresentanza impossibile che non delega a nessuno istanze, vertenze, progetti.

10.000 studenti da tutta Italia in una marcia veloce, gioiosa ma incazzata, determinata e convinta, che in fretta e furia ha raggiunto la sede del summit, senza dimenticarsi di colpire i simboli della crisi (banche e agenzie del lavoro), per tentare di sfondare il muro di un esercito frapposto tra i propri bi-sogni e le autorità di un'università che di sostenibile non ha assolutamente nulla.

Oggi abbiamo fatto presente, ancora una volta, che la crisi noi non la pagheremo e che anzi utilizzeremo ogni occasione per rovesciarvela contro.

Sapendo che questo è solo un momento di passaggio, tra lo straordinario autunno che ci siamo lasciati alle spalle e quello a venire, denso di aspettative e nuovi spazi di azione dentro la crisi.
A fine corteo, un’assemblea pubblica, collettiva e condivisa cui hanno partecipato tutte le articolazioni locali dell’onda, ha deciso di assumersi nella totalità gli eventi e le pratiche messe in campo in questa giornata di conflittualità e riappropriazione di spazi e visibilità. L’assemblea ha inoltre espresso solidarietà ai due arrestati, richiedendone l’immediata liberazione. Non li lasceremo soli!

Ecco l’onda perfetta…

Onda Anomala_Italia
Block G8 Building, Torino (h 16)


per foto, audio, video e altro materiale di approfondimento rimandiamo a uniriot.org

lunedì 18 maggio 2009

CORTEO BLOCK G8. Torino, 19 Maggio

Comunicazione Importante - CORTEO NAZIONALE ANTICIPATO ALLA MATTINA - ore 10.30 da Palazzo Nuovo.

BLOCK G8, l'Onda torna ad invadere le strade contro l'illeggittimo G8 dell'Università!
Il cambiamento è dovuto al fatto che il programma del g8 University Summit appena uscito prevede la chiusura dei lavori con la conferenza stampa conclusiva alle ore 13.45 di martedì.

Il nuovo concentramento è previsto dunque per le ore 10.30 a Palazzo Nuovo, partenza intorno alle ore 11.

Per il pernottamento a Torino durante i giorni del summit l'Onda ha occupato Palazzina Aldo Moro come suo centro nevralgico e luogo dove coloro che verran da fuori potranno fermarsi la notte. Portate il sacco a pelo!


Ritrovo per tutt* alla Stazione FS di Rimini per le ore 21.30 di lunedì 18 maggio per raggiungere con l'interstellar train Torino! Il costo previsto per il biglietto è circa di 30 euri A/R

TORINO: L'Onda non si ferma: città bloccata, cariche della polizia. 3 studenti fermati. VIDEO

Lunedì 18 maggio 2009

Non si ferma la mareggiata dell'Onda Anomala contro il G8 dell'università di Torino. Seconda giornata di mobilitazione contro il G8 University Summit, iniziato ieri, in parallelo con l'entrata nel vivo della contestazione degli studenti e delle studentesse al Block G8 Building, in giro per la città.

Questa mattina l'Onda si mossa da palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, all'interno del quale è situato il castello che sta ospitando il vertice dell'università. Gli studenti si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente "inOndata" da gavettoni d'acqua e uova. Ciò ha scaturito la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano.
L'Onda ha quindi ripreso il suo cammino verso il centro cittadino, passando da via Marconi, esigendo l'immediata liberazione dei 3 studenti fermati. E' stato effettuato quindi un nuovo blocco in corso Vittorio Veneto, arteria cruciale del traffico cittadino, che è stato mandato nuovamente in tilt. Anche qui una polizia nervosa si è ri-schierata, pronta a riprender in mano i manganelli. L'Onda ha perseverato nella sua principale pratica, il blocco dei flussi di viabilità metropolitana, che han caratterizzato tutto l'autunno di mobilitazione studentesca, dirigendosi e paralizzando il vialone antistante la stazione di Porta Nuova.

Nell'imprevedibilità che sta caratterizzando gli studenti e le studentesse in mobilitazione contro il G8 è proseguita l'azione di disturbo dell'Onda, che si è spostata all'imbocco di via Roma, corso-vetrina della città, continuando ad alimentare la situazione di caos della viabilità che permane dal primo mattino. La celere ha qui nuovamente e violentemente caricato a freddo gli studenti dell'Onda, provocando diversi feriti ed effettuando alcuni fermi: grazie alla determinazione degli studenti, che hanno improvvisato una barricata lungo la strada con cassonetti e transenne, i fermati sono stati rilasciati in pochi minuti.

L'Onda si è poi diretta verso il Block G8 Building, sfilando in corteo per le vie del centro e fermandosi al rettorato dell'università di Torino, teatro l'altro giorno del sequestro del rettore Ezio Pelizzetti a fronte della chiusura d'autorità di Palazzo Nuovo, tornando a denunciare l'illeggittimità e l'insostenibilità del G8 torinese, e rivendicando gli spazi universitari e cittadini come luoghi di giusta espressione del dissenso. Nel frattempo, i 2 studenti greci sono stati liberati e si sono ricongiunti al resto degli studenti.

La giornata di ieri ed oggi non sono che l'inizio di una mobilitazione contro il G8 University Summit, che è appena entrata nel vivo: nel pomeriggio proseguiranno i dibattiti a palazzina Aldo Moro occupata, in serata si svolgerà il confronto tra le esperienze di lotta studentesca europee, in preparazione del corteo nazionale di domattina...!

VIDEO della violenta carica della Polizia all'altezza di via Roma (GUARDA)

Ascolta le dirette con Simone dell'Onda Anomala di Torino:
primo collegamento (blocchi) - secondo collegamento (cariche)

L'Onda rovina la visita dei rettori alla Mole! inOndata la celere, che carica gli studenti


Domenica 17 May 2009

E' partita quest'oggi la 3 giorni contro il G8 University Summit di Torino. Dopo le mobilitazioni delle scorse settimane, dopo la chiusura d'autorità di Palazzo Nuovo e la risposta dell'Onda torinese, che ha pertanto occupato la sede universitaria di palazzina Aldo Moro, il count-down verso il punto più alto della mobilitazione No G8, il corteo di martedi 19 maggio, è iniziato. Sono partite quest'oggi le azioni contro il G8 così come il contro-vertice dell'Onda

Il via alla mobilitazione contro il G8 dell'università l'ha dato il corteo sfilato per le vie del centro cittadino nel pomeriggio, indetto a conclusione del campeggio "Climat Camp", partito venerdi ed oggi conclusosi con la manifestazione. Oltre 500 studenti e studentesse sono partiti da piazza Vittorio con un corteo allegro ma determinato nella denuncia dell'inaccettabile G8 torinese. I manifestanti hanno provato ad effettuare 2 deviazioni rispetto al percorso autorizzato, nel tentativo di avvicinarsi il più possibile all'hotel dove albergano i 50 rettori e presidenti d'ateneo che partecipano ai lavori del summit. Il corteo è andato poi a concludersi al parco del Valentino.

Intorno alle 19 sono invece iniziate le azioni contro il G8 dell'università, in una Torino blindata, in special modo il quartiere universitario, colmo di celere schierata e camionette di trasverso sulle strade. L'Onda, saputo della visita programmata per i rettori e i presidenti d'ateneo alla Mole Antoneliana, accompagnati in pompa magna dalle autorità cittadine, non si è fatta sfuggire la possibilità di recare disturbo e mostrare dissenso. Diverse decine di studenti e studentesse dell'Onda, partite da palazzina Aldo Moro, il Block G8 Building, centro negralgico del No G8, hanno mandato in tilt tutta la zona universitaria intorno alla Mole Antoneliana. Sapendo dell'arrivo dei rettori in scortati pullman riservati, l'Onda ha effettuato diversi blocchi del traffico, sfuggendo alla corsa della celere impegnata a cercare di arginare le repentine virate dell'Onda. Lungo via san Maurizio i pullman si sono visti costretti a far inversione di marcia per sfuggire alla contestazione degli studenti. Traffico cittadino e impossibilità di trovare via accessibili hanno costretto i pullman dei rettori ad un carosello di oltre un'ora ai margini della zona dell'università.

Solo alle 20 le polizia è riuscita a trovare una via super-blindata per far passare i pullman e consentire la visita della Mole Antoneliana ai rettori. Nel frattempo gli studenti riusciti ad accedere dentro la Mole hanno srotolato uno striscione dal balcone: "block G8". L'Onda ha poi improvvisato un corteo fino alla traversa che porta alla Mole, lì ha trovato camionette e polizia. Quindi, dopo aver denunciato l'insostenibilità e l'illeggittimità di questo G8 dell'università, ha promesso nuove mareggiate inondando lo schieramento delle forze dell'ordine con decine di gavettoni d'acqua. La polizia ha risposto effettuando una prima carica, ma gli studenti e le studentesse hanno mantenuto la posizione. Successivamente vi è stata una nuova e più lunga manganellata, che non ha per nulla intimorito gli studenti che sono stati capaci di esigere che la polizia si ritirasse, per poi prendere la via del Block G8 Building.


Infine, in serata si è svolto il primo dibattito di discussione e confronto: beni comuni e movimenti a difesa del territorio, nel continuo dell'elaborazione di un discorso su ambiente sostenibilità sviluppo, con segno capovolto rispetto alla farsa laccata di verde ed insostenibile in discussione nel G8 dell'università.