"I temi e le proposte politiche avanzate sono frutto di una scelta, di un tentativo di pensare la congiuntura singolare da un punto di vista di parte, appunto, situato. E la parte è quella di un lavoro sempre più socializzato e cooperativo, cognitivo e nello stesso tempo precario, che vuole imporre la libertà di produrre contro la sfruttamento, la vita e le istituzioni comuni contro le recinzioni e la rappresentanza.
(Prologo "La lunghezza dell'onda" F. Raparelli)
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martedì 13 aprile 2010

Appello in solidarietà degli studenti occupanti della Matilde di Canossa di Reggio Emilia

Solidarietà anche dal collettivo Black Sheep a chi pratica percorsi di riappropriazione del proprio percorso formativo e della decisione all'interno dei luoghi della formazione

2 / 4 / 2010

Il 18 marzo, l'istituto magistrale Matilde di Canossa di Reggio Emilia è stato occupato dagli studenti che rivendicavano più spazi autogestiti dentro alla scuola e una gestione meno autoritaria dell'istituto, dovuta alla progressiva trasformazione della scuola pubblica in azienda voluta dalla triade Gelmini-Aprea-Tremonti, in cui gli studenti sono mere risorse economiche e in cui la cultura viene completamente distrutta, grazie al disegno di accorpamento e privatizzazione degli istituti.
Rispetto a questa presa di posizione degli studenti, la risposta da parte delle forze dell'ordine e della dirigenza dell'istituto è stata sproporzionata ed autoritaria, come mai si era visto in Italia.
Otto volanti e più di trenta agenti schierati davanti alla scuola, pronti a sgomberare con la forza dopo solo una giornata di occupazione e sanzioni disciplinari pesantissime per gli occupanti.
Cinquantaquattro sospensioni per un ammontare complessivo di circa quattrocento giorni, con punizioni più severe(28 e 24 giorni) per i due presunti organizzatori.
Sanzioni simili, in seguito all'occupazione di un istituto per una giornata e senza alcun danno alla struttura, non hanno precedenti nel nostro Paese e sono assolutamente spropositate ed inaccettabili.
Questo dimostra la volontà della scuola reggiana di punire e disciplinare tutti quegli studenti che prendono posizioni critiche e contrarie alla gestione locale e nazionale degli istituti.
La stessa scuola reggiana, l' istituto magistrale Matilde di Canossa in primis, che si vanta dell' eccellenza formativa ed educativa, si dimostra eccellente solamente in sanzioni, disciplinamento e autoritarismo.
Ricordiamo che il provveditore agli studi di Reggio Emilia Vincenzo Aiello, lo stesso che ha fatto pressioni affinchè venissero applicate dure sanzioni agli occupanti, è lo stesso che ha intimato in questi giorni a maestri e professori di alcune scuole elementari e medie, che lamentavano la mancanza di fondi per i materiali scolastici di prima necessità, di evitare proteste, in quanto di ruolo e non precari, e di non rendere pubbliche certe questioni, per evitare di procurare danni all'immagine della scuola.
Tutto questo dimostra il degrado complessivo dell'istruzione reggiana e della sua amministrazione.
Un' amministrazione che nega le enormi ed evidenti problematiche scolastiche, minacciando e sanzionando chi rivendica e pretende una scuola migliore.

Rivendichiamo una scuola libera da dinamiche di controllo volte ad irregimentare le menti e i corpi, emanazione di contesti dove dirigenti scolastici e amministrativi esercitano la propria autorità in termini duri e coercitivi verso tutte quelle componenti che manifestano dissenso e disagio rispetto alla deriva raggiunta dall'impianto educativo e culturale.
Libero e vivo è il sapere cui intendiamo approdare, liberi e vivi sono i desideri che esprimiamo riappropriandoci dei nostri spazi e delle nostre voci, libera e viva è la rabbia che esprimiamo verso la struttura innalzata dal Ministero ed esercitata localmente dai suoi portavoce, siano essi provveditori o presidi schizofrenici.

gli studenti occupanti della Matilde di Canossa

Sottoscriviamo l'appello degli studenti occupanti dell'istituto "Matilde di Canossa" e siamo vicini e solidali a tutti quegli studenti vittime dell'autoritarismo e del disciplinamento forzato voluto dalla dirigenza dell'istituto magistrale, permesso dal clima locale e nazionale creato volutamente da chi gestisce ed amministra il sistema scuola in italia.

Per sottoscrivere l'appello: collettivistudenti.re@gmail.com


Coordinamento dei Collettivi Studenteschi - Reggio Emilia
(c.s. Zanelli - c.s. BUS - c.s. Chierici - c.s. Magistrali - c.s. Iodi)
Collettivo autonomo studentesco Modena
Studenti uniti di Parma
Collettivo autonomo Ravenna
Collettivo autonomo studentesco Bologna
RDB CUB Scuola
COBAS Scuola
Movimento studentesco di Cremona
Coordinamento dei collettivi studenteschi Trento
Prof. Fausto Boni
Nicola Mancini - dottorando in Scienze Politiche - Università di Catania
Collettivo universitario BLACK SHEEP, Rimini
Bartleby spazio autogestito, Bologna
Coordinamento studentesco di Vicenza
Kollettivo studenti in lotta di Brescia
Collettivo autonomo Ravenna
Gruppo Montagnantifascista (RE)
Pollicino Gnus
Collettivo autonomo studenteco di Pisa

lunedì 15 marzo 2010

Il futuro dei bambini non fa rima con Zerbini

da globalproject.info

Alcune considerazioni a margine sulla privatizzazione dei servizi pubblici educativi per l'infanzia a cura di Ewa Lab. Paz Project

Rimini - Il futuro dei bambini non fa rima con Zerbini*

11 / 3 / 2010

Insomma ci risiamo, dopo l’esternalizzazione del servizio mensa dello scorso anno, l’intenzione ora è quella di privatizzare anche i servizi educativi per l’infanzia.

Nel mirino ci sono gli asili del Comune di Rimini e di Viserba, ma i genitori non ci stanno, e chiedono spiegazioni.

A seguito della privatizzazione della mensa, i problemi sono sorti subito, sotto forma di un consistente abbassamento della qualità del cibo (uova pastorizzate e non fresche, muffa nel parmigiano ), assenza di etichette sui prodotti ecc...

Problemi, è stato promesso, che verranno risolti.

La preoccupazione maggiore, però, è che sia anche compromessa la valenza educativa di un momento così importante come il pasto, e che venga a mancare un rapporto di continuità di qualità, tra bambini ed operatori.

Ma se queste sono le conseguenze dell’esternalizzazione di un servizio come la mensa, cosa accadrà quando l’intero servizio educativo verrà reso privato?

Come si può pretendere che lavoratori che si trovano in una situazione di precarietà ed incertezza possano garantire un servizio di qualità.E sopratutto come possono trasmettere serenità e sicurezza, che sarebbe poi la prerogativa del loro mestiere, quando è proprio quello che a loro manca.

Perchè è proprio di questo che si parla, e non si tratta di ipotesi, ma di fatti. Non si tratta di un caso isolato, ma della tendenza generale.

Quello che sta accadendo agli asili di Rimini è un piccolo assaggio di come tutto il sistema, quello scolastico, quello dei servizi pubblici, stia tendendo sempre di più verso una selvaggia e arrogante privatizzazione, fatta di appalti, speculazioni, malagestione e sfruttamento del lavoro senza nessuna garanzia in cambio.

Lampante è l’esempio delle riforme proposte dal Ministro dell’Istruzione, che mirano alla privatizzazione del sistema statale d’istruzione. Un obbiettivo che il Ministro Gelmini non tralascia mai di ribadire, menzionando sempre le tre direttive della sua Riforma a venire: Sussidiarietà dello Stato, Fondazioni scolastiche autonome, Merito dei docenti.Praticamente l’intento è quello di gestire la politica scolastica come si fa in un sistema aziendalistico.

Quindi è questo il futuro che si prospetta ai nostri bambini?

Devono imparare fin dall’asilo come funzionano le cose qui.

Dalle maestre devono imparare cosa vuol dire essere un precario, avere un contratto a progetto e nessuna certezza per il domani.

Alle elementari, il loro unico maestro insegnerà loro l’importanza di omologarsi coi loro grembiulini, e che in classe si sta bene anche se sono il 32 (purchè i bambini stranieri, insomma quelli diversi, non siano più del 30%, sennò guai)

Alle scuole medie impareranno che i gessetti e la carta igienica è meglio portarseli da casa, ma tanto a casa ci torneranno presto, perchè il tempo prolungato, anche se i genitori lavorano tutto il giorno, è inutile.

Come saranno inutili i laboratori e le gite di istruzione che alle scuole superiori non potranno fare per mancanza di fondi.Ma poco importa, l’importante è stare buoni buoni, altrimenti con un 5 in condotta si ripete l’anno.

E poi arriva l’università, ovviamente solo per chi se lo può permettere, ovvero chi se lo merita.Perchè è ovvio che se non hai il denaro sufficente per pagarti l’istruzione allora vuol dire che non ti meriti di imparare altro.

Tanto i nostri bambini, quello che avevano da imparare l’hanno già imparato, ed ora sono pronti anche loro a diventare dei precari.

Dico nostri, anche se non ho figli, perchè capisco pienamente quali possano essere le preoccupazioni dei genitori che, in questi giorni stanno, a gran voce, chiedendo delle spiegazioni.Ed hanno ragione ad essere preoccupati, perchè come si è visto, manovre di questo tipo non portano a nulla di buono, anzi...

* Assessore pubblica istruzione Comune di Rimini

mercoledì 13 gennaio 2010

Circolare ministeriale: dal 2010 attivo il limite al 30% di alunni migranti per classe

Come studentesse e studenti del collettivo Black Sheep vogliamo esprimere la nostra più piena solidarietà ai fratelli e alle sorelle migranti di Rosarno, a coloro che fino ad ora hanno represso e soffocato quel sentimento di ingiustizia e sofferenza, per avere 20 euro in tasca a fine giornata, lo stesso sentimento che ora si è mostrato nel coraggio e nella dignità di ribellarsi.

Siamo gli stessi che un anno fa scendevano nelle strade e nelle piazze della nostra città per difendere la scuola e l’università pubbliche dall’attacco inflitto dai ddl 133 e 137 proposti dalla ministra Gelmini.

Siamo gli stessi che in quell’occasione hanno rispedito al mittente il tentativo di creare “classi ponte”, di alimentare cioè il clima di razzismo e di ghettizzare anziché favorire l’incontro di culture e differenze.

A distanza di un anno la ministra dell’istruzione Maria Stella Gelmini ha nuovamente attaccato il diritto ad un’istruzione accessibile a tutt*, emanando una circolare intitolata "Indicazioni e raccomandazioni per l' integrazione di alunni con cittadinanza non italiana", che fissa il limite al 30% di alunni migranti per classe.

Un provvedimento che mette in evidenza come gli scopi non siano assolutamente pedagogici ma rispondano semplicemente ad una precisa volontà di ignorare il fatto che le diversità possano costituire una ricchezza fondamentale per la cultura, tentando di indicare le differenze come una minaccia da limitare, emarginare e guardare con sospetto fin dai banchi di scuola.

Noi al contrario pensiamo che qualsiasi forma di confronto tra soggettività che vengono da mondi e culture diversi, che hanno alle spalle vissuti differenti sia un’enorme possibilità di arricchimento, che l’incontrarsi e l’intrecciarsi di culture differenti altro non possa essere se non sinonimo di crescita.

Nella giornata di sabato 16 gennaio parteciperemo pertanto al presidio pubblico promosso da Riminesi globali contro il razzismo ed invitiamo tutte le soggettività che un anno fa hanno dato vita al movimento dell’Onda Anomala nella città di Rimini, opponendosi al disfacimento dell’istruzione pubblica, tutti coloro che credono che l’incontro di culture differenti vada visto come un arricchimento, una possibilità di confronto e di crescita a parteciparvi.


Collettivo universitario BlacK SheeP @Rimini

martedì 8 dicembre 2009

Bologna: Corteo indipendente Onda. Info e partenze da Rimini

Ritrovo ore 07.00 Stazione FS di Rimini Partenza ore 07.30 da Rimini


VENERDI' 11 DICEMBRE 2009

CORTEO INDIPENDENTE
concentramento ore 9.30
PIAZZA VERDI @ Bologna

In occasione dello sciopero generale della CGIL, l'Onda tornerà in piazza per attraversare la giornata con i propri contenuti:

Contro i tagli,

Per un reddito minimo garantito per tutte e tutti (Campagna Regionale Y€s we cash!)

Per una scuola e un'università di qualità contro lo smatellamento e la crisi,

Per demistificare la retorica del merito,

Per rilanciare il movimento in vista della discussione in Parlamento del DDL Gelmini.

Per info:
nerepecore@gmail.com - tel. 349 1472553

Blach Sheep e Coordinamento studenti Rimini

sabato 21 novembre 2009

Roma 20 novembre: studenti e precari in assemblea: il rilancio dell'Onda


Nella giornata di ieri, alcuni studenti e studentesse del collettivo BlacK SheeP hanno partecipato all'assemblea nazionale presso La Sapienza, a Roma.

Una grande assemblea di precari e di studenti, provenienti da tutta Italia che, a partire dalle molteplici iniziative di lotta organizzate in questi mesi nei vari atenei e scuole, si è riunita per rilanciare un percorso ampio di mobilitazione che rimetta al centro la lotta contro il progetto di dismissione dell'università e che rivendichi un nuovo sistema di garanzie sociali all'altezza delle sfide della società della conoscenza.

Un'assemblea che ha ribadito quanto il miglioramento di università e scuole non possa passare attraverso un taglio dei fondi, quanto il concetto di merito debba necessariamente essere collegato ad un ragionamento più ampio sul reddito e sulla realizzazione di un nuovo welfare sociale per tutt*, quanto siamo ancora convinti che il DDL Gelmini debba essere immediatamente ritirato.

Anche nella nostra città è necessario riaprire il terreno delle lotte all'interno delle scuole e dell'università attraverso iniziative di mobilitazione che dovranno coinvolgere tutte le soggettività del mondo della formazione e non solo e che dovranno necessariamente crescere e rafforzarsi in questi mesi per arrivare con gambe ben solide alla prossima primavera, momento che vedrà la discussione del ddl al Senato.

Rilanciamo per questo motivo, nelle prossime settimane, un percorso di mobilitazioni all'interno di scuole e università che sarà caratterizzato da azioni di protesta in forme molteplici e di momenti di socialità attraverso i quali poter realizzare un fondocassa che ci consenta una partecipazione numerosa alla giornata dell'11 dicembre a Roma.

Noi la crisi non la paghiamo!

Leggi l'appello alla mobilitazione

martedì 17 novembre 2009

Roma 20 novembre ore 14 a Scienze Politiche - assemblea nazionale per rilanciare il movimento

Riprendere la parola, rilanciare il movimento anche a Rimini.

Studenti medi, universitari e docenti insieme non per ricomporre ma per eccedere

Questa mattina, nella giornata mondiale per il diritto allo studio, che ha visto il ritorno dell'Onda con tante mobilitazioni in tutte le città, anche a Rimini gli studenti, medi e universitari, hanno ripreso il percorso, iniziato lo scorso anno

Le studentesse e gli studenti delle scuole superiori, insieme agli universitari del collettivo Black Sheep, si sono infatti ritrovati nel piazzale del "centro studio", zona che raccoglie la maggior parte delle scuole superiori della città e con un presidio, caratterizzato dall'assemblea, hanno ribadito la loro contrarietà alla riforma di scuola e università che sta per essere appovata.

L'assemblea , che ha visto protagonisti sia studenti che docenti ha messo in evidenza come questa legge attraverso soprattutto il taglio dei fondi, neghi il diritto al sapere e vieti l'accesso alla produzione di liberi saperi che quotidianamente produciamo all'interno delle nostre scuole e delle nostre università.

Nei prossimi giorni saranno comunicate le prossime iniziative, intanto rimane salda la decisione di partecipare all'assemblea nazionale del 20 novembre alla Sapienza.

Freedom of movement, Freedom of education!

lunedì 16 novembre 2009

Assemblea e sciopero studentesco


In vista dello sciopero nazionale degli studenti del 17 novembre, comunichiamo che si terrà un' assemblea pubblica alle ore 10.30 presso il piazzale (fermata degli autobus) del Centro Studi a Rimini.
Approfittiamo dell' iniziativa per rilanciare il coordinamento studenti/universitari nato un anno fa contro il decreto Gelmini e il DL/133 che ha visto partecipare l' intero corpo studentesco alle due manifestazioni organizzate nello scorso autunno.
La riforma sta per essere approvata, domani sarà un assemblea di confronto, discussione e proposte d' azione su nuove forme d' intervento diretto che mirano al nostro presente di studenti e al nostro futuro di precari.
Odg:
Tagli istruzione pubblica;
Precarizzazione del corpo docente/ ricercatori;
Privatizzazione dell' Università

Coordinamento Student* Rimini

martedì 27 ottobre 2009

Casa Cantoniera Zora

Casa Cantoniera Zora è una risposta alla crisi che si abbatte su studenti e lavoratori precari in questa città.
Casa Cantoniera Zora è l’ espressione massima organizzata che si attiva per affrontare questo momento difficile che vivono gli studenti e i lavoratori in questo territorio. Nasce dall’ esigenza reale di avere una casa in un contesto di crisi economica che vede sempre più lavoratori cassaintegrati e affitti che arrivano a superare i 300 euro mensili per una camera singola. E’ alimentata dagli studenti del collettivo BLACKSHEEP e dai Precari della nostra città.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Università incapace di aiutare gli studenti che combattono contro il problema del caro affitti, non crea uno sportello di aiuto e supporto ma al contrario alimenta il mercato nero di case e posti letto. Delega ed appalta a ditte esterne in combutta con l’ Università la problematica affitti/ studentati, arrivando ad affittare camere singole a prezzi stratosferici, alimenta il mercato nero generato dai privati che affittano scantinati e seconde case fatiscenti in condizioni igienico sanitarie disumane.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Amministrazione Comunale che non prevede un piano strategico regolatore di aiuto a tutte quelle famiglie italiane e non solo, che ormai da anni sono in attesa di assegnazione di una casa popolare. Al contrario, si continua ad incentivare la creazione di edilizia privata e si spediscono le famiglie in difficoltà a vivere nei “residence” in attesa di assegnazione di un alloggio popolare. Inoltre la politica adottata da ACER non è altro che una “scenografia”, serve a mascherare la mancanza di una vera politica di aiuto a chi non riesce a pagare un affitto privato perché senza lavoro o in cassa integrazione.
Casa Cantoniera Zora é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei nostri genitori. Casa Cantoniera Zora è il punto più alto della città, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini. Casa Cantoniera Zora da oggi è in periferia, ma presto sarà in tutta la città. Casa Cantoniera Zora da oggi è una casa autogestita, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari della città di Rimini. Uno stabile strappato al degrado e restituito alla città.
Se legalità significa poter affittare in nero, arricchirsi con la rendita, versare quasi l’ intero stipendio per un affitto o per un mutuo, aspettare dieci anni in graduatoria per avere una casa popolare, andare a vivere nelle frazioni per potersi permettere una casa, espellere i ceti popolari e precari tramite la creazione di aree di lusso, allora, siamo fieramente illegali!
Non è stato tolto nulla a nessuno, la casa Cantoniera è sfitta dal 2004, alienata dal 2006 e nessuno è in attesa di entrarvi e tanto meno procederne all’ acquisto. E’ stato solo praticato un diritto. Proprio per questo diffidiamo chi di dovere, dal gestire le occupazioni come un problema di ordine pubblico, ignorando quello che sono realmente, l’ espressione di un problema politico e sociale.
L’ occupazione della casa deve portare inevitabilmente al confronto con le istituzioni, siano esse politiche, religiose o laiche. Deve essere un punto di partenza da dove si può cominciare a costruire una nuova forma di Welfare Sociale che nasce dal basso, condividere questa nuova soggettività con chi in questo territorio, rappresenta l’ interlocutore politico, religioso o laico. Chiediamo di aprire un dibattito serio e programmatico che miri a tutte quelle soggettività collettive o singole che in questo contesto di crisi economica non hanno la forza di reagire. Chiamiamo in causa la provincia, proprietaria dell’ immobile ad un confronto diretto sulla futura gestione ad uso abitativo dello stabile . Ne reclamiamo l’ utilizzo e ci proponiamo come soggetto unico che riporterà in vita la struttura, c’ impegneremo affinché questo stabile non sia più classificato “zona degradata”. Il lavoro che verrà apportato per rendere la struttura agibile può più che bastare a pagarne il canone di affitto.
Chiediamo un confronto con le figure politiche locali affinché si riesca a collettivizzare l’ iniziativa portata avanti dagli studenti e dai precari riminesi.
Rispondiamo alle parole di Monsignor Lambiasi e ne elogiamo il comunicato, soprattutto quando parla di crisi dell’ istruzione e deriva culturale cittadina. Sarebbe bello aprire un dibattito e cercare tutti insieme nuove forme sociali condivise, soprattutto nella misura in cui questo stato di malessere è presente su diversi strati sociali.
Ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza e chiediamo di non abbassare lo sguardo, a non fingere che questo periodo brutto di crisi dell’ economia, dei valori sociali e dell’ indifferenza verso il più debole ci porti allo scontro fra di noi, noi siamo cittadini come voi che cercano di lavorare, di studiare e di crearsi un futuro, paghiamo le tasse, facciamo spesa al supermercato e ci mettiamo in coda alla posta. Abbiamo trovato il coraggio d’ infrangere la legge perché proprio chi ci governa ci ha costretti a farlo. Ora siamo qui, non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare.



Via Marecchiese 233 Rimini
Qui:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+marecchiese+233+rimini&sll=41.442726

sabato 10 ottobre 2009

Rimini - Alma Black trash.... Per iniziare il nuovo anno accademico

06/10/2009
da globalproject.info

Il collettivo Black sheep inaugura il nuovo anno accademico promuovendo un'inchiesta sull'emergenza abitativa fra tanti studenti, perlopiù fuori sede. La crisi non vogliono pagarla, tantomeno la rendita e la speculazione intorno alla questione abitativa.


Nella giornata in cui l'Università di Bologna e le sue sedi dislocate in Regione inaugurano il nuovo anno accademico con Alma Fest, il collettivo universitatio Black sheep apre spazi di libertà, di ragionamento, di inchiesta sulla difficile condizione degli studenti universitari nella città rivierasca.

In primis assume centralità nell'iniziativa di oggi - con una presenza capace di leggere le nuove tendenze e di ragionare sui linguaggi - la questione abitativa e l'estrema precarietà in cui versano i circa 6000 studenti universitari iscritti nella facoltà riminese, la maggior parte fuori sede.

Black sheep ha inaugurato il nuovo anno accademico diffondendo, due settimane fa, un questionario per inchiestare la condizione abitativa, far emergere il disagio e rispondere alla crisi.

Si legge nel comunicato di lancio dell'inchiesta abitativa fra gli studenti universitari: "La situazione locale legata agli affitti universitari sta diventando di anno in anno sempre più grave. Affitti alle stelle, posti letto anziché case, molto spesso prive anche dei più minimi requisiti di sicurezza e abitabilità e contratti nel 90% dei casi in nero, senza quindi la possibilità di detrazione."

E ancora:

"Il questionario mette in luce poi anche un altro problema, molto sentito tra gli iscritti al polo riminese: il costo troppo elevato della mobilità. Molti studenti pendolari hanno denunciato abbonamenti troppo costosi, soprattutto a fronte del servizio offerto spesso insufficiente (treni e autobus in perenne ritardo, coincidenze perse con tutto l’ulteriore disagio che ne consegue). A fronte delle difficoltà e necessità che sono emerse in questi giorni parlando con le studentesse e gli studenti che hanno compilato il questionario e che hanno attraversato il piccolo spazio allestito nel piazzale della facoltà di Economia, riteniamo fondamentale aprire un discorso nuovo sulla questione dell’abitare che parta dalle esigenze delle soggettività che in primis abitano e fanno vivere questa città. Sentiamo il bisogno di costruire tutti e tutte insieme un percorso che oltre a farci trovare soluzioni comuni ai problemi emersi, ci consenta anche di far nascere spazi di socialità e non solo, dove poter mettere a valore le nostre competenze, i nostri bisogni e i nostri sogni."

Insomma l'Alma fest a Rimini si è trasformata in un'occasione per aprire un nuovo spazio di intervento in città, che parla linguaggi nuovi e richiama la necessità di cooperare per rispondere alla crisi che avanza, così come all'impoverimento dell'Università.

La precarietà come bios si trasforma anche in possibilità di connettere saperi, esperienze e perchè no, anche promuovere ed individuare nuove pratiche di risposta alla crisi che avanza e che colpiscono in egual misura il diritto ai saperi, il diritto al reddito e il diritto alla casa.

L'anno accedemico è iniziato, Black sheep c'è!

martedì 8 settembre 2009

Inchiesta sulla situazione attuale degli studenti in affitto


Aiutaci a comprendere realmente le problematiche relative alla questione abitativa, cercheremo insieme non appena redatto il documento d' inchiesta, di risolvere questa piaga legata agli alloggi.



Clicca sull'immagine del questionario e guarda l'anteprima. Il questionario è disponibile inviando una email al nostro indirizzo






lunedì 7 settembre 2009

BENTORNATI


Ricomincia un nuovo anno e ricominciano le "lotte" per cercare di ritrovare una giusta direzione nel nostro percorso universitario. Più che mai quest' anno è importante essere tutti presenti! Le tasse universitarie aumentano, gli affitti sono sempre piu cari e rari da trovare, l' inflazione avanza e fare la spesa è diventato sempre più difficile, magari per un pezzo di pane in più si rinuncia a qualcos'altro. In tutto questo la nostra Università ci aiuta aumentando la retta universitaria e dimenticandosi dei problemi che stanno alla base di ogni studente fuorisede o di chi decide di andare a vivere da solo, fregandosene dei nostri problemi di affitto, della mensa e della riduzione o il blocco per un eventuale aumento delle tasse. Inoltre non esiste un associazione o un rappresentante degli studenti che si preoccupa di far presente il tutto, quindi l' Università non avendo ostacoli ed opinioni contrastanti ne approfitta!!In tutto questo però c'è la possibilità di vederci, incontrarci e discutere su come venirne fuori attraverso soluzioni comuni.. il Collettivo BLACK SHEEP ha già un anno di percorsi e di ragionamenti e invita tutti voi a prendere parte a questo percorso per capire e discutere insieme dei problemi nella nostra università. Molte battaglie nell'anno trascorso siamo riusciti a vincerle, da quest'anno però sarebbe bello riuscire ad allagare il gruppo!!

Contattateci, girate la voce, proviamo a vederci e cerchiamo di creare un incontro al più presto.

L'anno accademico sta per cominciare e dobbiamo essere pronti ad affrontarlo a viso aperto!!

domenica 6 settembre 2009

Dall’Onda al Chiapas il sapere non ha confine

Percorsi di Autoformazione all’interno della Brigata Sanitaria

All’interno della Brigata Sanitaria che nel mese di agosto ha attraversato i territori ribelli zapatisti, noi studenti di medicina, insieme a una dottoressa, abbiamo svolto delle consulte in alcune cliniche del Sistema Sanitario Autonomo Zapatista e abbiamo potuto sperimentare percorsi di autoformazione con i Promotori di salute.

Abbiamo iniziato la nostra esperienza in Chiapas (la prima per molti di noi) visitando la comunità di Santa Rosa che ospita la clinica del Municipio Autonomo di Libertad de los Pueblos Mayas.

Fin da subito è emersa la difficoltà di trasmettere le nostre conoscenze “tradizionali”, di porle a servizio dei Promotori zapatisti, di farsi comprendere usando anche solo pochi tecnicismi o concetti secondo uno schema piramidale, per noi scontato mentre per loro tanto lontano. Ma al contempo si sono manifestate curiosità e velocità di apprendimento quando per spiegarci abbiamo usato esempi pratici e paragoni con la natura.

Un’esperienza di autoformazione reciproca e reale che ci ha ricordato ancora una volta che il sistema di apprendimento delle nostre università non è il migliore e non è certamente l’unico possibile.

Un accrescimento personale perché, dopo anni di studio a tavolino e tante volte molto dispersivo, siamo riusciti a focalizzarci su ciò che è veramente importante e necessario per svolgere al meglio il nostro futuro lavoro.

Un processo in divenire perché in Chiapas, così come in Italia, la formazione non può essere una semplice lista di concetti preconfezionati con cui preparare migliaia di donne e uomini ad un futuro di precarietà e sfruttamento.

Una sperimentazione che ha avuto la capacità di mettere in relazione le nostre esperienze, i nostri saperi e la nostra creatività con una lotta tanto diversa, eppure tanto simile a quella dell’Onda, perché in Italia come in Chiapas i saperi non possono essere rinchiusi né dentro i muri di un’università dell’UNAM né dietro ad un confine militarizzato.

Gli/le zapatist@ fin dalle origini della loro lotta rivendicano autonomia e autodeterminazione nel campo medico come in quello educativo. La nostra Presenz/Attiva ha voluto rivolgersi ad entrambe queste esperienze cercando di fare formazione pratica nel momento delle consulte, e teorica con i Promotori.

Di qui l’idea di espandere il progetto alla formazione in generale, senza legarci alla sola esperienza della salute, senz’altro tra le più interessanti della proposta zapatista.

Naturalmente dobbiamo cercare di porci con umiltà, non con l’intento di “insegnare”, ma di mettere in comune le nostre esperienze in modo che risultino il più utili possibili sia al progetto zapatista che alle nostre lotte all’interno dell’università. Torniamo da questa esperienza con una ricchezza aggiunta che vogliamo condividere con quanti sono solidali o semplicemente incuriositi dalla realtà zapatista, raccontando a partire dalle nostre università emiliane di Ferrara, Parma e Bologna che cos’è il sistema sanitario autonomo e la nostra esperienza di studenti di medicina.

Ci vediamo in autunno, un’altra volta un’altra onda!

Gli studenti e le studentesse della Brigata Sanitaria

da globalproject.info

venerdì 31 luglio 2009

Blitz dei precari della cultura - Tutti a Venezia!


da globalproject.info

Questa mattina alla conferenza stampa nazionale a Roma della 66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica c'è stato un fuori programma. Prima che il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il Direttore del Settore Cinema Marco Müller riuscissero a prendere parola sono saliti sulpalco gli attivisti di Global Beach, la spiaggia occupata (la prima edizione fu nel 2004) dagli attivisti dei centri sociali al lido di Venezia, a pochi passi dalla Mostra del Cinema.

Malgrado gli svariati tentativi di cacciarli, prende la parola Gaia: "Nel tempo della crisi e dell’attacco governativo a cultura, spettacolo, ricerca e formazione, di cui il previsto taglio al FUS è solo l’ultimo pesantissimo esempio, noi abbiamo deciso di mettere a disposizione lo spazio di Global Beach a tutte le componenti dello spettacolo che sistanno mobilitando in queste settimane, ai precari della cultura e della formazione, agli studenti per costruire insieme una nuova soggettività capace di creare mobilitazione e progettualità e che sappia appropriarsi del grande palcoscenico della Mostra del Cinema.

In un clima generale, caratterizzato dal continuo disinvestimento pubblico nella cultura, Venezia rappresenta un modello singolare, ma non meno problematico poiché, prima di tutto, la città non è affatto immune dai tagli governativi: lo stesso bilancio della Fondazione Biennale subirà nel 2009 una decurtazione di tre milioni di euro nei trasferimenti dallo Statoe la stessa stagione lirica e sinfonica del Teatro La Fenice è messa seriamente in discussione." Continua Gaia: "Pensiamo inoltre alla dismissione reale in corso dell’università e della ricerca. Singolare poiché la cultura (arti visive, cinema, teatro, architettura, design e la formazione superiore legata a queste discipline) è giustamente compresa, non quale accessorio, ma quale dispositivo di produzione di ricchezza. Questi tagli vanno ad aggravare un sistema che, a dispetto dei milioni e milioni di euro messi in circolo, si basava già su di una precarizzazione selvaggia del lavoro vivo culturale. Concludo invitando nuovamente tutti a Global Beach dal 1 al 13 di settembre."

Questo intervento ha guadagnando gli applausi e la piena condivisione datutte le persone presenti in sala, attive in queste settimane contro i tagli al fondo unico per lo spettacolo.

L'invito dunque è per Global Beach dal 1° al 13 settembre, spiaggia occupata al Lido di Venezia.

Per contributi, adesioni e quant’altro: globalbeach09@gmail.com

lunedì 20 luglio 2009

L'Università di Bologna ordina lo sgombero e il sequestro di Bartleby


Bologna - 20 luglio 2009. Questa mattina un ingente schieramento di reparto mobile e digos ha sgomberato e posto sotto sequestro lo stabile di via Capo di Lucca 30. La magistratura ha nuovamente sequestrato Bartleby per ordine e per conto dell'Università .
Il 20 luglio la Prorettrice Monari e il Rettore Calzolari hanno pensato bene di usare ancora una volta la Procura della Repubblica per rispondere ai bisogni e alle richieste di centinaia di studenti e studentesse. Non ne possiamo più di chi utilizza ancora una volta simili comportamenti!
Ci siamo sempre pubblicamente impegnati affinché i lavori della rete Lepida venissero portati a termine...e così è stato. Lo stabile di via Capo di Lucca 30 non è né inagibile né al centro di progetti di riqualificazione. Diciamo questo con la certezza della verità, anche se l'Università e la Prorettrice Monari in primis, hanno sempre fatto di tutto per impedirci di accedere agli atti riguardo lo stabile, fra l'altro alludendo a delle motivazioni tutte formali e molto poco plausibili.

Siamo al paradosso... l'Università di Bologna decide ancora una volta di sequestrare uno dei pochissimi immobili di sua proprietà presenti in centro pur di non concederne l'utilizzo alle centinaia di studenti e studentesse che, in questi mesi, lo hanno attraversato e reso vivo.
Il sequestro di oggi ci parla di una governance universitaria sempre più in crisi...questa è la sola verità. Una crisi in primis di legittimità: stiamo parlando di Calzolari, Monari, Depolo… di una squadra di governo che negli ultimi mesi ha messo in fila una serie di menzogne e di viltà.Una dirigenza politica ormai allo sbando che prima propone un aumento delle tasse ( scaricandolo sulle fasce deboli degli studenti), poi ritira questa assurdità ed infine, a metà luglio, approva definitivamente un aumento delle tasse in tempi di crisi economica. Al contempo rifiuta in ogni occasione il confronto con gli studenti, preferendo la via giudiziaria all’ assunzione delle proprie responsabilità politiche. Non ultimo il tentativo di rispondere a Bartleby provando a sospendere dall’Università 4 studenti per mezzo di sanzioni disciplinari. Fortuna vuole che il tempo a loro disposizione stia per scadere e che per questa squadra di “ stalinisti di serie Z ” non ci sia futuro.


Abbiamo occupato per due volte, abbiamo rotto i sigilli, abbiamo impedito che Bartleby venisse murato!
Chi è costretto ad agire in sordina il 20 luglio ha solo una tremenda paura… Paura fondata, lo sanno infatti che saremo l’ Onda che li travolgerà.


SEE YOU SOON!
Bartleby

Comunicato tratto da UNIRIOT.ORG

sabato 18 luglio 2009

ONDA LIBERA TUTTI!


Tutt* fuori! Finalmente liber*!
E’ di qualche ora fa la notizia della liberazione dei 21 studenti arrestati la mattina del 6 luglio in seguito alle disposizioni del procuratore Caselli. Seppur con qualche restrizione ancora, due studenti torinesi agli arresti domiciliari, tutti gli altri con l’obbligo di firma o di dimora, oggi possiamo festeggiare la libertà finalmente ottenuta.

Due settimane, quelle trascorse, piene di rabbia, determinazione e indignazione che hanno sancito un’importante vittoria da parte dell’Onda e dimostrato quanto la forza e la potenza dell’Onda siano ancora così lontane dall’esaurirsi.
In questi giorni di caldo torrido e in un periodo dell’anno che vede le facoltà quasi deserte la risposta del movimento non si è fatta indebolire dalle temperature, né attendere: immediate e numerose sono state infatti le occupazioni di rettorati e facoltà, così come i cortei notturni, i presidi, i blocchi selvaggi del traffico e una raccolta di firme, tra docenti (nazionali e internazionali) ed intellettuali, senza pari.

E dopo due settimane crolla anche l’impianto accusatorio del procuratore Caselli, che voleva dividere il compatto e determinato corteo che il 19 maggio ha attraversato le vie della città di Torino in buoni e cattivi e assegnare così ad una parte ristretta tutte le responsabilità.
Crolla un impianto accusatorio basato sul nulla, su prove inconsistenti e, se non fosse per la gravità e non si stesse parlando della libertà di 21 persone, che fanno sorridere.
Un’inchiesta eseguita alla vigilia dei lavori del G8 all’Aquila ma che in realtà era stata firmata già il 20 giugno, prova ulteriore questa di tutto quel subdolo teorema costruito dal procuratore e dai suoi asserviti.
Dietro quello scudo c’eravamo tutt* quant* così come ci saremo in un numero ancora maggiore il prossimo autunno!!

BLACK SHEEP – Onda Anomala riminese



Per ripercorrere i vari passi dell’operazione REWIND --> Info, editoriali e news sull'operazione poliziesca contro il movimento dell'Onda

lunedì 13 luglio 2009

Nasce POINT BREAK - Studentato occupato da Crew in Onda

Lo studentato occupato da Crew in Onda Roma - Oggi pomeriggio un centinaio di studenti della Sapienza del progetto CREW in Onda ha occupato un palazzo abbandonato da quasi dieci anni per farne uno spazio abitativo per studenti: nasce lo Studentato Occupato Point Break, in via Fortebraccio 30 nel quartiere Pigneto; occupazione che ha luogo in un quartiere abitato da studenti e migranti costretti a pagare 300 o 400 euro per una piccola stanza, attraversata dai flussi serali giovanili e da diverse esperienza culturali e sociali. Oggi lanciamo la campagna "50 euro possono bastare", e dunque diciamo subito che è solo l'inizio e che noi non siamo disposti a pagare di più per una stanza! Ottima la risposta del quartiere, la gente della via applaude l'iniziativa, gli studenti stanno volantinando in tutto il quartiere spiegando le ragioni dell'azione. E' stata convocata per venerdi 10 luglio ore 18 un'assemblea pubblica presso la nuova occupazione.


::POiNT Break :: alcune immagini

Bologna - Corteo metropolitano blocca la città! Liberi Tutti Subito!

10/07/09: Stasera le strade della città di Bologna sono state inondate dal partecipato corteo metropolitano organizzato dall’Onda Anomala bolognese per reclamare a gran voce la liberazione dei 21 studenti arrestati il 6 Luglio scorso all’interno della vergognosa inchiesta “Rewind” che porta la firma del ben già noto procuratore Caselli.

Il corteo è partito intorno alle ore 20:00 da Piazza Verdi, cuore della zona universitaria, liberata ancora una volta dalla militarizzazione di stampo Pd. Una piazza riempita da corpi liberi di manifestare e da desideri di dissenso contro questo governo razzista e reazionario, contro un’opposizione complice, inquietantemente silenziosa e giustizialista, contro una governance universitaria baronale e meritocratica, che basa il suo potere su logiche medioevali di intimidazione e criminalizzazione del dissenso, rendendo l’università un dispositivo di controllo e un luogo chiuso alla libera espressione e confronto.

Stasera il corteo metropolitano composto da circa un migliaio di studenti, precari, cittadini, movimenti sociali ha lasciato piazza Verdi al grido di “Liberi Tutti, Liberi Subito”.

Abbiamo attraversato la zona universitaria, diretti verso via Indipendenza e via Rizzoli, rompendo ancora una volta il divieto di manifestare per il centro di Bologna.

Il corteo si è aperto con uno striscione che recitava “Dietro quello scudo c’eravamo tutti-e”, per riaffermare con forza la volontà collettiva di bloccare quel G8 University Summit, di violare la zona rossa. Né buoni, né cattivi: a quel G8 c’eravamo tutte e tutti. C’era l’Onda, un corpo unico composto da una moltitudine decisa a forzare quei blocchi. Ci siamo auto-difesi, auto-tutelati contro il solito violento attacco delle forze dell’ordine, e questo non può essere un crimine.

Ed è per questo che stasera nel corteo bolognese abbiamo rivendicato l’uso dei caschi durante le manifestazioni, per proteggere le nostre teste, che altrimenti verrebbero spaccate da quei manganelli che sanno così bene usare gli uomini in divisa. Branditi dai manifestanti anche degli estintori, questa volta finti, di cartone.

Sotto le Due Torri il corteo si è fermato a lungo, paralizzando l’intero traffico cittadino. Sotto la Torre degli Asinelli, abbiamo voluto lasciare un segno: i nomi degli studenti arrestati a Bologna, per esprimerli la nostra totale solidarietà e complicità e per comunicare all’intera città la nostra determinazione nel voler fuori dalle carceri italiane tutti i 21 arrestati ingiustamente. Il voler comunicare tutto ciò attraverso una bomboletta spray e un muro diventa importante quando il neo-sindaco Delbono inaugura la sua amministrazione con un’ordinanza anti-graffiti, che ha già visto i suoi primi effetti la sera scorsa, quando due studenti dell’Onda bolognese sono stati fermati e denunciati dalla Digos perché sorpresi a esprimere su un muro il proprio dissenso contro gli arresti e il procuratore Caselli.

Il corteo infine ha ripreso via Zamboni, tornando così in Piazza Verdi.

Noi non ci fermeremo finchè tutte e tutti non saranno liberi, non saranno a manifestare accanto a noi.

Maroni, Caselli e i suoi amici hanno tentato di fermarci, di bloccare la nostra lotta contro un’università pubblica in rovina, contro un sistema socio-economico fallimentare e anacronistico, contro la crisi che loro hanno creato e che noi non pagheremo. Ma noi stiamo continuando a bloccare le città e lo faremo anche quest’autunno.

L’Onda non si Arresta!


Liberi Tutti Subito!



La guerra preventiva all'università

Una analisi "a caldo" sulla giornata di arresti di studenti in diverse città italiane
di Francesco Raparelli

6 / 7 / 2009

L’operazione di polizia su vasta scala che ha portato ieri all’arresto di 21 persone, con oltre un mese di ritardo rispetto ai fatti, appare chiaramente e clamorosamente sproporzionata rispetto agli episodi contestati. Si tratta, in tutta evidenza, di un’operazione che guarda al futuro e non al passato, preventiva rispetto alle prossime mobilitazioni per il G8 e oltre. C’è un bersaglio preciso: è l’Onda, è il movimento degli studenti.

E’ tuttavia opportuno segnalare prima di tutto che l’ operazione riprende alla lettera quella criminalizzazione mediatica che era stata subìta dal movimento il giorno dopo i fatti di Torino. Negli articoli di quei giorni, si affermava che una parte dell’Onda aveva “preso in ostaggio” la parte pacifista della medesima Onda. Le parole pronunciate ieri da Giancarlo Caselli rivelano che questo quadro menzognero, a suo tempo propinato da Repubblica e dal Corriere, è stato ora trasformato in dispositivo giuridico.

E’ inoltre a dir poco singolare, non foss’altro che per il richiamo inevitabile a fasi storiche che speravamo concluse, che sia stato proprio Caselli a gestire la conferenza stampa sugli arresti di ieri. Difficile evitare la sensazione che a lanciare questa offensiva contro i movimenti sia una parte della magistratura certo non alleata del governo. Ed è altrettanto difficile non chiedersi se, dopo la grande operazione scandalistica sul terreno delle notti berlusconiane, la magistratura non abbia deciso ora di muoversi anche sul terreno dei movimenti, come a definire un quadro di doppia instabili, dall’altro sul fronte del governo, e dal basso su quello dell’insubordinazione sociale.

Va da sé che chi decide di agire contro gli studenti in luglio, quando le università sono spopolate, mira a mettere una pesante ipoteca sulla ripresa dei movimenti universitari dopo l’estate. Siamo di fronte a una spinta generale, che non vede protagonista solo il governo, nell’affermazione di un blocco delle istanze di movimento, in vista di un autunno che potrebbe rivelarsi molto caldo. Si allargherà la disoccupazione, finiranno le casse integrazione, arriveranno i veri tagli all’università, chiuderanno i corsi di facoltà e le borse per i dottorati di ricerca. In questo clima di rabbia e tensione latente, l’esigenza di segnare per tempo un’ indicazione fortemente intimidatoria nei confronti del movimento mette d’accordo il governo e chi si candida a promuovere una prospettiva di unità nazionale nella gestione della crisi.

La prima reazione, davanti a questo attacco, deve essere una grande operazione di verità , per dire forte e chiaro che a Torino c’eravamo tutti, che non c’era parte buona e una cattiva del movimento, ma solo studenti che, in migliaia, si sono difesi dalle cariche in una città militarizzata a protezione di un G8 illegittimo, che pretendeva di definire le trasformazioni dell’università. Affermare la presenza comune e di massa dell’intero in tutta quella giornata significa respingere al mittente la non disinteressata bugia di chi vorrebbe dividere il movimento tra buoni e cattivi.

La seconda reazione immediata necessaria è una sfida rivolta a tutto paese democratico, che metta al centro la necessità di garantire margini e spazi di libertà per chi confligge, anche in maniera radicale, contro la crisi. Oggi è l’Onda, domani potrebbero essere gli operai di Termini Imerese. Per questo la battaglia per studenti dell’Onda riguarda tutti e non solo quegli studenti o i militanti che hanno partecipato al loro fianco alla mobilitazione del 19 maggio.

mercoledì 8 luglio 2009

L'Onda non si arresta! Liber* tutt* subito!

Dopo le prime azioni di solidarietà svolte nel primo pomeriggio di lunedì in università, concretizzate nell’apposizione di striscioni e in azioni comunicative ed informative, ieri sera la città ha mostrato nuovamente la sua solidarietà ai 21 studenti arrestati all’alba del 6 luglio, scegliendo la forma del presidio.

Un presidio attraversato da numerose persone che in questo periodo si riversano sul porto canale della città adriatica. Numerosi gli interventi realizzati dalle studentesse e dagli studenti del collettivo Black Sheep e dagli/lle attivist* del Lab. Paz. Interventi che hanno sottolineato ancora una volta l’inaccettabilità e l’estrema gravità dell’inchiesta Rewind partita dal procuratore di Torino Caselli che si è preso la libertà di 21 persone sulla base di accuse ridicole ed inconsistenti. Il movimento dell’Onda è un unico grande movimento, in cui non ci sono buoni e cattivi: la decisione di sfondare la zona rossa nella mobilitazione nazionale del 19 maggio contro l’illegittimo G8 dell’università è stata una decisione condivisa prima e condivisa poi in un’assemblea nazionale in cui tutti gli studenti dell’Onda sono intervenuti, assumendo quelle pratiche, assumendo tutto quello che era stato fatto in quella giornata e nelle giornate precedenti. Un’assunzione che si sta tutt’ora attuando con le numerose occupazioni dei rettorati, con i presidi, con i cortei spontanei che stanno attraversando le nostre città.

Un’operazione doppiamente inaccettabile a sentire le motivazioni della Procura di Torino: “ Non abbiamo un granché a livello di prove ma i soggetti arrestati preventivamente avrebbero potuto partecipare alle mobilitazioni del G8 all’Aquila”. Troppi gli avverbi ipotetici così come i condizionali. Ancora una volta, come già successo anche a Rimini con la consegna degli avvisi orali a tre attivisti del Laboratorio Paz, si sceglie di limitare le libertà personali e si impongono sanzioni prima che sia stata accertata la responsabilità davanti ad un giudice, si sceglie di procedere prima che si sia commesso un reato.


Richiediamo l’immediata liberazione di Marco, Anton e di tutti gli altri compagni arrestati!


L’Onda non si arresta!


Liberi tutti, liberi subito!