"I temi e le proposte politiche avanzate sono frutto di una scelta, di un tentativo di pensare la congiuntura singolare da un punto di vista di parte, appunto, situato. E la parte è quella di un lavoro sempre più socializzato e cooperativo, cognitivo e nello stesso tempo precario, che vuole imporre la libertà di produrre contro la sfruttamento, la vita e le istituzioni comuni contro le recinzioni e la rappresentanza.
(Prologo "La lunghezza dell'onda" F. Raparelli)
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sabato 20 febbraio 2010

Rimini 5 marzo- Y€s we cash night. Musica e socialità per un utopia concreta: il reddito minimo garantito


Y€s we cash night. Musica e socialità per un utopia concreta: il reddito minimo garantito

"è strano - o forse non tanto - che tutte le vecchie ideologie appaiono conservatrici, e ciò proprio in quanto tutte danno credito al lavoro" (B. Black L'abolizione del lavoro, 1985)


Venerdì 5 marzo 2010

Casa pomposa @Rimini (via Pomposa, 8)

ore 21:

Presentazione della campagna Y€s we cash

(interventi e video dalle mobilitazioni per il reddito in Italia)

a seguire:

Yes we cash Party! No reddito no Party

2 Sale: Trash and electro/Dub/D'n'b

with Minghy posse & Dr. Fitz (Megatron sound)

Info: http://yeswecash.blogspot.com/


Campagna Y€s we cash Rimini

lunedì 8 febbraio 2010

1000 euro al mese? YES WE CASH!

da uniriot.org

Noi i soldi li vogliamo, questo è chiaro. Senza tagli alle pensioni e senza farci prendere in giro da chi, come Brunetta, cerca di far passare l'impossibilità sociale e materiale di agire un diritto - andare via di casa per costruirsi una vita indipendente - per una sorta di vizio generazionale. Noi bamboccioni, studenti e precari, nel movimento dell' Onda ci siamo ribellati contro i costi sociali di questa crisi, la dequalificazione della formazione pubblica e l'inconsistenza del sistema di welfare in questo paese.

Abbiamo portato nelle piazze la consapevolezza e la rabbia di una generazione che si riconosce pienamente immersa nei processi produttivi ma al contempo costretta alla precarietà lavorativa ed economica, priva di diritti e garanzie. Rivendicando il riconoscimento, anche economico, del nostro contributo alla produzione dei saperi, servizi e libero accesso alla cultura, l'Onda ha saputo dispiegare il conflitto sul terreno della riappropriazione di ricchezza e, insieme, della necessità di un nuovo Welfare all'altezza delle condizioni produttive e sociali contemporanee.

Il claim del reddito emerge come istanza centrale e strategica di queste lotte e di una loro possibile generalizzazione ad altre figure della produzione, oltre l'ambito universitario. L'attualità ci consegna da un lato dati sempre più drammatici, non solo rispetto alle difficoltà dei giovani a sfuggire alla precarietà e a garantirsi un futuro, ma sull'impatto sociale complessivo di questa crisi, con licenziamenti di massa e la mancanza totale di ammortizzatori sociali adeguati; dall'altro, un governo per cui il problema del Welfare si risolve attaccando i pochi diritti garantiti rimasti, contrapponendo una generazione all'altra (le recenti dichiarazioni di Brunetta sull'articolo 18), e riducendo ulteriormente le chance di mobilità sociale ("i giovani che devono tornare ai lavori umili" di Sacconi).

Nello stesso tempo, il dibattito politico vede da più voci, anche molto eterogenee tra loro - dai liberali de La Voce.info a esponenti storici della cultura lavorista, come il sociologo Luciano Gallino - affermare l'urgenza di una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, con l'introduzione di nuove misure a tutela della (ormai maggioritaria) fascia dei lavoratori non garantiti.

Dentro questo scenario il diritto ad un reddito continuativo e garantito emerge per noi come l'idea-forza attorno a cui costruire rivendicazioni, una leva politica per affermare nuovi rapporti sociali e nuove forme di distribuzione della ricchezza che produciamo.

Un reddito garantito da reclamare come unica possibilità di affrontare l'aggravarsi della crisi, per sottrarsi alla ricattabilità lavorativa, come strumento indispensabile per l'emancipazione e l'indipendenza soggettiva. E' proprio a partire da questa lettura del presente, e dallo straordinaria spinta conflittuale dell'Onda, che a Bologna , Parma, Ferrara, Reggio Emilia, Rimini e in tutto il territorio dell'Emilia Romagna nasce in questi mesi la campagna Yes We Cash.

Una campagna progettata e portata avanti da reti di studenti, ricercatori, lavoratori precari e non, con l'obiettivo di ottenere in Emilia Romagna una legge regionale per un reddito minimo garantito, erogato singolarmente e non in termini familistici, in base all'effettivo bisogno e non alle condizioni lavorative, quantitativamente sufficiente a consentire una vita dignitosa e la possibilità di scelta rispetto al lavoro.

Abbiamo già iniziato, e continueremo a muoverci da qui in avanti, in modalità plurali e virali; con inchieste, forme di comunicazione estesa e iniziative di riappropriazione diretta che mostrino perchè, esattamente, abbiamo bisogno di reddito ; producendo dibattito e chiamando in causa direttamente gli esponenti istituzionali; connettendoci alle lotte dei precari e dei lavoratori a rischio licenziamento, per diffondere e generalizzare sul nostro territorio questa battaglia. 1000 euro al mese (forse) possono bastare!

Assumiamo come precedente virtuoso l'esempio del Lazio, in cui una mobilitazione dal basso ha saputo comporre soggettività differenti attorno ad un'istanza centrale, costringendo le istituzioni ad adottare per la prima volta, seppure con delle forti limitazioni, il reddito minimo come forma di ammortizzatore sociale. Una vittoria che, per quanto parziale, ha prodotto un forte elemento di novità e di avanzamento sul piano del Welfare in questo paese.

Pensiamo che questo sia un terreno decisivo su cui sperimentare forme di conflitto, assumendo la sfida di forzare il piano normativo e strappargli risultati concreti - in una parola, soldi - che a partire da esperienze parziali possano creare linee di innovazione complessiva; ovvero, noi non pensiamo al reddito minimo garantito come a una riedizione, o un'integrazione, degli scarsi ammortizzatori già esistenti (sussidio di disoccupazione ecc.), ma come punto di articolazione di un nuovo paradigma di garanzie sociali, basato non sulla coercizione al lavoro (precario, malpagato) ma sul riconoscimento dei diritti di tutte e tutti, aderente alle nostre esigenze e forme di vita.


Studiare, viaggiare, scegliere dove abitare, andare al cinema, a teatro e a cena fuori...


Brunetta, vedrai che i soldi ce li prendiamo. Yes We Cash!

domenica 20 dicembre 2009

Nuova tappa per “Y€s We Cash” a Natale doppia iniziativa a Bologna e Rimini | Global Project


Nuova tappa per “Y€s We Cash” a Natale doppia iniziativa a Bologna e Rimini | Global Project

Nuova tappa per “Yes We Cash”

a Natale doppia iniziativa a Bologna e Rimini

Questa volta i/le precari/e, studenti/esse, lavoratori/trici e disoccupati/e che un mese fa hanno inaugurato la campagna per la richiesta di un reddito minimo garantito interrompendo il consiglio regionale della giunta della Regione Emilia Romagna saranno:

Sabato 19 dicembre in Piazza del Nettuno a Bologna a partire dalle 12.30 e

Domenica 20 dicembre a Rimini in piazza Cavour alle ore 17.30

per augurare buone feste a tutt*!

Per affermare, con pacchi regalo e bigliettini d’auguri che il Natale e l’anno nuovo sarebbero sicuramente migliori con la garanzia di un reddito minimo.

Per chiedere che la Regione Emilia Romagna, ci “regali” una legge regionale che tramite l’erogazione di un contributo monetario sappia garantire a tutt* un’esistenza libera e dignitosa.

Perché reddito minimo garantito significa possibilità di autodeterminare le nostre scelte e i nostri tempi di vita, senza dover sottostare ad alcun ricatto (lavorativo, familiare).

Perché la vera sicurezza è quella che arriva dall’autonomia soggettiva.

Un felice anno nuovo sarà

solo se la regione Emilia Romagna

qualcosa contro la crisi farà:

UNA LEGGE SUL REDDITO PER TUTTE E PER TUTTI!

Y€S WE CASH!

__

yeswecash@gmail.com

http://yeswecash.blogspot.com/

martedì 8 dicembre 2009

Bologna: Corteo indipendente Onda. Info e partenze da Rimini

Ritrovo ore 07.00 Stazione FS di Rimini Partenza ore 07.30 da Rimini


VENERDI' 11 DICEMBRE 2009

CORTEO INDIPENDENTE
concentramento ore 9.30
PIAZZA VERDI @ Bologna

In occasione dello sciopero generale della CGIL, l'Onda tornerà in piazza per attraversare la giornata con i propri contenuti:

Contro i tagli,

Per un reddito minimo garantito per tutte e tutti (Campagna Regionale Y€s we cash!)

Per una scuola e un'università di qualità contro lo smatellamento e la crisi,

Per demistificare la retorica del merito,

Per rilanciare il movimento in vista della discussione in Parlamento del DDL Gelmini.

Per info:
nerepecore@gmail.com - tel. 349 1472553

Blach Sheep e Coordinamento studenti Rimini

martedì 27 ottobre 2009

Non spegni il sole se gli spari addosso.

Questa mattina le studentesse e gli studenti del collettivo Black Sheep insieme ad alcuni precari della città di Rimini hanno liberato l’ex Casa Cantoniera in via Marecchiese. Si è voluto dare in questo modo una risposta chiara e determinata al problema dell’emergenza abitativa, sempre più evidente nella nostra città nella crisi sempre più imperante.
L’ex Casa Cantoniera 233, inizialmente di proprietà della Provincia di Rimini e passata poi nel 2006 alla Cooperativa Muratori Verucchio (CMV), una delle principali cooperative operanti nel campo dell’edilizia privata nel territorio riminese, è una struttura lasciata al degrado e all’incuria.

Un altro stabile che si andrà ad aggiungere alla già lunga lista degli immobili sfitti e abbandonati, regalati alla rendita e alla speculazione edilizia, che altro non fanno che gli interessi dei soliti privati.

Di fronte ad affitti insostenibili, ad una precarietà sempre più diffusa e componente principale delle nostre vite, ad aumenti continui e assurdi delle tasse universitarie, questa mattina abbiamo deciso di riprenderci in mano il nostro futuro e lo abbiamo fatto liberando l’ex Casa Cantoniera Zora (Zona Occupata Riqualificata Autogestita).
L’unica risposta che abbiamo ricevuto da parte dell’Amministrazione locale è stata quella del silenzio e dell’uso della forza. L’intero parcheggio adiacente la Casa è diventato una vera e propria zona militarizzata.
Con decine di agenti in assetto antissommossa, ancora una volta, si è cercato di gestire il “problema” della sicurezza pubblica, quando invece l’unica sicurezza per noi sono casa, reddito e diritti per tutt@!

Non saranno le intimidazioni e gli sgomberi a fermare le passioni vive che animano i nostri corpi e i nostri desideri. Comincia adesso un censimento dal basso di tutti gli edifici sfitti e abbandonati del nostro territorio e già da oggi pomeriggio allestiremo un campeggio di denuncia e protesta.
Non si possono pagare 350€ per una camera singola e per questo ci riprendiamo i nostri diritti!
Chiediamo inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con le Istituzioni in merito all’emergenza casa degli studenti universitari e dei precari.


Dovete darci il denaro e poi ne riparliamo!


Invitiamo tutte le realtà territoriali sensibili a questi temi a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà domani, presso i locali della Casa della Pace, alle ore 21.00.

Collettivo universitario Black Sheep e precari della città di Rimini

Casa Cantoniera Zora

Casa Cantoniera Zora è una risposta alla crisi che si abbatte su studenti e lavoratori precari in questa città.
Casa Cantoniera Zora è l’ espressione massima organizzata che si attiva per affrontare questo momento difficile che vivono gli studenti e i lavoratori in questo territorio. Nasce dall’ esigenza reale di avere una casa in un contesto di crisi economica che vede sempre più lavoratori cassaintegrati e affitti che arrivano a superare i 300 euro mensili per una camera singola. E’ alimentata dagli studenti del collettivo BLACKSHEEP e dai Precari della nostra città.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Università incapace di aiutare gli studenti che combattono contro il problema del caro affitti, non crea uno sportello di aiuto e supporto ma al contrario alimenta il mercato nero di case e posti letto. Delega ed appalta a ditte esterne in combutta con l’ Università la problematica affitti/ studentati, arrivando ad affittare camere singole a prezzi stratosferici, alimenta il mercato nero generato dai privati che affittano scantinati e seconde case fatiscenti in condizioni igienico sanitarie disumane.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Amministrazione Comunale che non prevede un piano strategico regolatore di aiuto a tutte quelle famiglie italiane e non solo, che ormai da anni sono in attesa di assegnazione di una casa popolare. Al contrario, si continua ad incentivare la creazione di edilizia privata e si spediscono le famiglie in difficoltà a vivere nei “residence” in attesa di assegnazione di un alloggio popolare. Inoltre la politica adottata da ACER non è altro che una “scenografia”, serve a mascherare la mancanza di una vera politica di aiuto a chi non riesce a pagare un affitto privato perché senza lavoro o in cassa integrazione.
Casa Cantoniera Zora é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei nostri genitori. Casa Cantoniera Zora è il punto più alto della città, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini. Casa Cantoniera Zora da oggi è in periferia, ma presto sarà in tutta la città. Casa Cantoniera Zora da oggi è una casa autogestita, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari della città di Rimini. Uno stabile strappato al degrado e restituito alla città.
Se legalità significa poter affittare in nero, arricchirsi con la rendita, versare quasi l’ intero stipendio per un affitto o per un mutuo, aspettare dieci anni in graduatoria per avere una casa popolare, andare a vivere nelle frazioni per potersi permettere una casa, espellere i ceti popolari e precari tramite la creazione di aree di lusso, allora, siamo fieramente illegali!
Non è stato tolto nulla a nessuno, la casa Cantoniera è sfitta dal 2004, alienata dal 2006 e nessuno è in attesa di entrarvi e tanto meno procederne all’ acquisto. E’ stato solo praticato un diritto. Proprio per questo diffidiamo chi di dovere, dal gestire le occupazioni come un problema di ordine pubblico, ignorando quello che sono realmente, l’ espressione di un problema politico e sociale.
L’ occupazione della casa deve portare inevitabilmente al confronto con le istituzioni, siano esse politiche, religiose o laiche. Deve essere un punto di partenza da dove si può cominciare a costruire una nuova forma di Welfare Sociale che nasce dal basso, condividere questa nuova soggettività con chi in questo territorio, rappresenta l’ interlocutore politico, religioso o laico. Chiediamo di aprire un dibattito serio e programmatico che miri a tutte quelle soggettività collettive o singole che in questo contesto di crisi economica non hanno la forza di reagire. Chiamiamo in causa la provincia, proprietaria dell’ immobile ad un confronto diretto sulla futura gestione ad uso abitativo dello stabile . Ne reclamiamo l’ utilizzo e ci proponiamo come soggetto unico che riporterà in vita la struttura, c’ impegneremo affinché questo stabile non sia più classificato “zona degradata”. Il lavoro che verrà apportato per rendere la struttura agibile può più che bastare a pagarne il canone di affitto.
Chiediamo un confronto con le figure politiche locali affinché si riesca a collettivizzare l’ iniziativa portata avanti dagli studenti e dai precari riminesi.
Rispondiamo alle parole di Monsignor Lambiasi e ne elogiamo il comunicato, soprattutto quando parla di crisi dell’ istruzione e deriva culturale cittadina. Sarebbe bello aprire un dibattito e cercare tutti insieme nuove forme sociali condivise, soprattutto nella misura in cui questo stato di malessere è presente su diversi strati sociali.
Ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza e chiediamo di non abbassare lo sguardo, a non fingere che questo periodo brutto di crisi dell’ economia, dei valori sociali e dell’ indifferenza verso il più debole ci porti allo scontro fra di noi, noi siamo cittadini come voi che cercano di lavorare, di studiare e di crearsi un futuro, paghiamo le tasse, facciamo spesa al supermercato e ci mettiamo in coda alla posta. Abbiamo trovato il coraggio d’ infrangere la legge perché proprio chi ci governa ci ha costretti a farlo. Ora siamo qui, non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare.



Via Marecchiese 233 Rimini
Qui:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+marecchiese+233+rimini&sll=41.442726

venerdì 23 ottobre 2009

Risposta a Monsignor Lambiasi sull'università riminese

Di seguito la risposta di alcun* student* universitari rimininesi all'intervento del Vescovo di Rimini in occasione dell'avvio del nuovo anno accademico

Volevamo lodare l'intervento di Monsignor Lambiasi tenutosi il giorno 21 Ottobre presso la Cappella Universitaria di San Francesco Saverio in piazza Ferrari. Le parole di Monsignor Lambiasi sono un "fulmine a ciel sereno” con un rimbombo udibile fino alla sede centrale dell’ Alma Mater a Bologna. Non potevamo ascoltare le sue parole passivamente. Il Suo intervento conferma la lettura della crisi della nostra Università che anticipammo circa un anno e mezzo fa. La deriva della cultura in questo territorio è ormai un dato di fatto, l’Università di Rimini non riesce a produrre ragionamenti rivolti al territorio e lavora in funzione “del guadagno” relativo alle macro-economie che si generano intorno agli studenti. Basti pensare che la citazione “città del divertimentificio” è generata principalmente dalla popolazione universitaria perché vi è forte mancanza di alternative culturali in grado di spostare questa grande comunità e renderla parte attiva della città anche in maniera critica. L’ affermazione di Monsignor Lambiasi di “ipotrofia” dell’università italiana, è maggiormente accentuata in questo territorio dal menefreghismo generale delle istituzioni nei confronti di questa grande opportunità che è la nostra università.

Altro concetto chiave nella lettura della crisi culturale è quello di “stipendifico”, come afferma Monsignor Lambiasi “badando prevalentemente ad accumulare crediti ed esami”. Secondo il nostro parere questa affermazione si sviluppa analizzando la gestione interna dell’università. Questa, avendo un forte carattere aziendale, tende a generare profitto sugli studenti che vengono identificati tramite un numero assegnato (numero di matricola) e che di conseguenza tende a rapportarsi al di sopra della identità fisica individuale, comunicando tramite e-mail o cercando il confronto tramite richiesta di appuntamento con il personale sempre più raro da ottenere. La nostra università è un “non-luogo” paragonabile alla stazione centrale di Milano o alla metropolitana di Roma, un luogo fisico degradato (vedi cortile Alberti) che non si riesce a valorizzare creativamente e culturalmente e che spinge l'universitario a frequentarlo solo nelle ore di lezione, per poi chiudere i vari plessi, spingendo lo studente in quelle macro-economie costituite dall’aperitivo, dalla discoteca e dalla birra sul lungomare. Lo studente non ha alternative. Il centro storico a sua volta è una zona priva di cultura: non un cinema, non un teatro, non un punto di aggregazione che riesca a produrre cultura.

Altra piaga è la speculazione sugli affitti. Si arriva a pagare più di 300 euro per una camera singola; non esiste un piano d’ intervento per mettere lo studente in condizione di studiare tranquillamente senza il problema dell’affitto, delle bollette e del mangiare. Si alimenta in questo modo (oltre alla frode fiscale) il mercato del lavoro nero. Chi è in difficoltà economiche e crede fortemente nel proprio percorso universitario è costretto a lavorare per pagarsi gli studi. Ogni lavoro è buono, ogni mansione è accettata. Si lavora in nero, non esistono contratti di lavoro per studenti, non esistono agevolazioni per chi studia e lavora al tempo stesso. Quello che più preoccupa è la mancanza d’interesse di questa amministrazione comunale e della collettività verso l’università riminese. Monsignor Lambiasi alla città osa chiedere di prendere consapevolezza dell’importanza che riveste la presenza dell’Università a Rimini, non considerandola prevalentemente come una possibilità di guadagno e di speculazione a breve termine, ma come una realtà portatrice di valori e fondamentale per la sua crescita futura nel medio/lungo termine. Condividiamo pienamente le parole di Monsignor Lambiasi, speranzosi che si riescano a creare sinergie condivise tra i vari attori presenti sul territorio e che si riesca a trovare una nuova destinazione culturale in grado di trasformare la nostra università dalla situazione attuale “per se” in una nuova visione collettiva “in se”.

Universitari di Rimini

sabato 10 ottobre 2009

Rimini - Alma Black trash.... Per iniziare il nuovo anno accademico

06/10/2009
da globalproject.info

Il collettivo Black sheep inaugura il nuovo anno accademico promuovendo un'inchiesta sull'emergenza abitativa fra tanti studenti, perlopiù fuori sede. La crisi non vogliono pagarla, tantomeno la rendita e la speculazione intorno alla questione abitativa.


Nella giornata in cui l'Università di Bologna e le sue sedi dislocate in Regione inaugurano il nuovo anno accademico con Alma Fest, il collettivo universitatio Black sheep apre spazi di libertà, di ragionamento, di inchiesta sulla difficile condizione degli studenti universitari nella città rivierasca.

In primis assume centralità nell'iniziativa di oggi - con una presenza capace di leggere le nuove tendenze e di ragionare sui linguaggi - la questione abitativa e l'estrema precarietà in cui versano i circa 6000 studenti universitari iscritti nella facoltà riminese, la maggior parte fuori sede.

Black sheep ha inaugurato il nuovo anno accademico diffondendo, due settimane fa, un questionario per inchiestare la condizione abitativa, far emergere il disagio e rispondere alla crisi.

Si legge nel comunicato di lancio dell'inchiesta abitativa fra gli studenti universitari: "La situazione locale legata agli affitti universitari sta diventando di anno in anno sempre più grave. Affitti alle stelle, posti letto anziché case, molto spesso prive anche dei più minimi requisiti di sicurezza e abitabilità e contratti nel 90% dei casi in nero, senza quindi la possibilità di detrazione."

E ancora:

"Il questionario mette in luce poi anche un altro problema, molto sentito tra gli iscritti al polo riminese: il costo troppo elevato della mobilità. Molti studenti pendolari hanno denunciato abbonamenti troppo costosi, soprattutto a fronte del servizio offerto spesso insufficiente (treni e autobus in perenne ritardo, coincidenze perse con tutto l’ulteriore disagio che ne consegue). A fronte delle difficoltà e necessità che sono emerse in questi giorni parlando con le studentesse e gli studenti che hanno compilato il questionario e che hanno attraversato il piccolo spazio allestito nel piazzale della facoltà di Economia, riteniamo fondamentale aprire un discorso nuovo sulla questione dell’abitare che parta dalle esigenze delle soggettività che in primis abitano e fanno vivere questa città. Sentiamo il bisogno di costruire tutti e tutte insieme un percorso che oltre a farci trovare soluzioni comuni ai problemi emersi, ci consenta anche di far nascere spazi di socialità e non solo, dove poter mettere a valore le nostre competenze, i nostri bisogni e i nostri sogni."

Insomma l'Alma fest a Rimini si è trasformata in un'occasione per aprire un nuovo spazio di intervento in città, che parla linguaggi nuovi e richiama la necessità di cooperare per rispondere alla crisi che avanza, così come all'impoverimento dell'Università.

La precarietà come bios si trasforma anche in possibilità di connettere saperi, esperienze e perchè no, anche promuovere ed individuare nuove pratiche di risposta alla crisi che avanza e che colpiscono in egual misura il diritto ai saperi, il diritto al reddito e il diritto alla casa.

L'anno accedemico è iniziato, Black sheep c'è!

martedì 8 settembre 2009

Inchiesta sulla situazione attuale degli studenti in affitto


Aiutaci a comprendere realmente le problematiche relative alla questione abitativa, cercheremo insieme non appena redatto il documento d' inchiesta, di risolvere questa piaga legata agli alloggi.



Clicca sull'immagine del questionario e guarda l'anteprima. Il questionario è disponibile inviando una email al nostro indirizzo






lunedì 7 settembre 2009

BENTORNATI


Ricomincia un nuovo anno e ricominciano le "lotte" per cercare di ritrovare una giusta direzione nel nostro percorso universitario. Più che mai quest' anno è importante essere tutti presenti! Le tasse universitarie aumentano, gli affitti sono sempre piu cari e rari da trovare, l' inflazione avanza e fare la spesa è diventato sempre più difficile, magari per un pezzo di pane in più si rinuncia a qualcos'altro. In tutto questo la nostra Università ci aiuta aumentando la retta universitaria e dimenticandosi dei problemi che stanno alla base di ogni studente fuorisede o di chi decide di andare a vivere da solo, fregandosene dei nostri problemi di affitto, della mensa e della riduzione o il blocco per un eventuale aumento delle tasse. Inoltre non esiste un associazione o un rappresentante degli studenti che si preoccupa di far presente il tutto, quindi l' Università non avendo ostacoli ed opinioni contrastanti ne approfitta!!In tutto questo però c'è la possibilità di vederci, incontrarci e discutere su come venirne fuori attraverso soluzioni comuni.. il Collettivo BLACK SHEEP ha già un anno di percorsi e di ragionamenti e invita tutti voi a prendere parte a questo percorso per capire e discutere insieme dei problemi nella nostra università. Molte battaglie nell'anno trascorso siamo riusciti a vincerle, da quest'anno però sarebbe bello riuscire ad allagare il gruppo!!

Contattateci, girate la voce, proviamo a vederci e cerchiamo di creare un incontro al più presto.

L'anno accademico sta per cominciare e dobbiamo essere pronti ad affrontarlo a viso aperto!!

lunedì 13 luglio 2009

Nasce POINT BREAK - Studentato occupato da Crew in Onda

Lo studentato occupato da Crew in Onda Roma - Oggi pomeriggio un centinaio di studenti della Sapienza del progetto CREW in Onda ha occupato un palazzo abbandonato da quasi dieci anni per farne uno spazio abitativo per studenti: nasce lo Studentato Occupato Point Break, in via Fortebraccio 30 nel quartiere Pigneto; occupazione che ha luogo in un quartiere abitato da studenti e migranti costretti a pagare 300 o 400 euro per una piccola stanza, attraversata dai flussi serali giovanili e da diverse esperienza culturali e sociali. Oggi lanciamo la campagna "50 euro possono bastare", e dunque diciamo subito che è solo l'inizio e che noi non siamo disposti a pagare di più per una stanza! Ottima la risposta del quartiere, la gente della via applaude l'iniziativa, gli studenti stanno volantinando in tutto il quartiere spiegando le ragioni dell'azione. E' stata convocata per venerdi 10 luglio ore 18 un'assemblea pubblica presso la nuova occupazione.


::POiNT Break :: alcune immagini

lunedì 27 aprile 2009

Domenica 26 aprile 2009 22:43 Rimini - Io non ho paura...





Domenica 26 aprile 2009 22:43 Rimini - Io non ho paura... La piazza, i contenuti, l’azione

Report del primo appuntamento della campagna territoriale a Rimini

Io non ho paura... si è trasformato in un grido collettivo, riempiendo di contenuti una piazza che si vuole militarizzata e svuotata di ogni relazione e socialità che non sia animata dall’indifferenza, dal razzismo, dalla paura.
Se la crisi e tutti i suoi effetti impattano anche il territorio riminese - con tanti lavoratori e lavoratrici italiane che ritorneranno a fare la stagione balneare non da turisti ma da sfruttati - è giusto rispondere con nuove organizzazioni del comune, che rompano non solo il paradigma del controllo/sicurezza, ma che sappiano parlare di libertà, rivendicare reddito, produrre appunto comune.
Il primo appuntamento della campagna locale °Io non ho paura° ha visto come protagonista il collettivo Universitario Black Sheep, con performance artistiche, spettacoli di giocoleria e comunicazione interattiva sul tema della libertà e del diritto al sapere. Si replica il 30 aprile con il tema "libertà e diritti di cittadinanza".

Contributi:

- [ audio ] Arianna (Coll. Black Sheeps)
- Fotogallery

martedì 21 aprile 2009

Rimini - Al via la campagna °°Io non ho paura°°

Rimini - Al via la campagna °°Io non ho paura°°
Tutti gli appuntamenti
Rimini - Venerdì 24 aprile 2009

Dopo Bologna e Reggio Emilia al via anche a Rimini la Campagna °°Io non ho paura°°
Campagna °°Io non ho paura°°
Libertà contro sicurezza! Reddito contro crisi!
Intro: Dobbiamo dare per scontato, che in tempi difficili dovuti alla crisi economica e alle grandi paure alimentate ad hoc, le persone che abitano a Rimini siano disposte a rinunciare a molte delle loro libertà e dei loro diritti?
No, perché la paura non è l’unica passione che tiene gli esseri umani insieme. Più forte e più degna della paura è la nostra libera socialità, il nostro desiderio di vivere la città come se essa fosse uno spazio comune, aperto, un luogo di incontri e passioni spontanee non gestite e per questo libere. La paura è solo un vincolo che ci vuole legati all’ignoranza, all’intolleranza, all’indifferenza, incapaci di raccontare e condividere i nostri veri problemi.
È per questo che vogliamo rendere piazza Cavour e la Vecchia Pescheria luoghi di incontri e scambi, di saperi e immagini, di meticciato di linguaggi e suoni. Tanti appuntamenti da condividere tutti insieme perché è solo riempiendo gli spazi pubblici e, per questo comuni, che ci sentiremmo tutte\i libere\i sicure\i, solo così potremmo dare una risposta concreta ad una meschina messinscena, che siano le ronde o i presidi fissi dei vigili urbani, che sia la video sorveglianza o lo stesso Sindaco travestitosi da “scaccia fantasmi”.
Vogliamo costruire, tappa per tappa una nostra mappa della città, una mappa della libertà!
Le prime tappe: Tutti gli appuntamenti si svolgeranno dalle ore 18.00 alle 23.00 in P.zza Cavour e la Vecchia Pescheria
24 aprile 2009: °°Io non ho paura°°>>Libertà e diritto ai saperi<<>
30 aprile 2009: °°Io non ho paura°° >>Libertà e rottura dei confini, stop razzismo!<<>
1 maggio 2009: °°Io non ho paura°°>>Se non tu chi? se non oggi quando? 1 maggio di lotta...Corteo regionale a Reggio Emilia<<>

Materiali: Locandina Flyers (Front)(Back)
More info: iononhopaura.rimini@gmail.com - tel. 349 5666110http://www.autistici.org/lopaz http://nerepecore.blogspot.com/

sabato 18 aprile 2009

Tagli alla scuola: 34 maestri in meno. La preoccupazione della Cgil

Dopo mesi di stime, sono stati ufficializzati ieri dal Ministero i numeri dei tagli previsti per il prossimo anno scolastico nelle scuole primarie.

PROVINCIA 17 aprile 2009 - In provincia di Rimini al ritorno sui banchi mancheranno all'appello 34 maestri: erano 1009, saranno 975. Un dato che preoccupa i sindacati che, dati alla mano, evidenziano come solo l'1% dei genitori abbia optato per le 24 ore d'insegnamento a fronte di una crescita di richieste per il tempo pieno.Roberto Barbieri della Cgil Scuola Rimini, ne ha parlato questa mattina nel corso della trasmissione Tempo Reale. "Siamo preoccupati anche perchè, conoscendo i numeri regionali, ci attendiamo tagli importanti anche sulle scuole superiori. Tagli che non faranno altro che impoverire la qualità dell'offerta educativa." "Sulle primarie - ha proseguito Barbieri - già i tagli sono drammatici perchè a fronte di 34 docenti in meno è prevista una crescita di circa 200 allievi. Il peso dei tagli sarà quindi ben superiore a quanto possano dire i numeri: ogni classe dal prossimo anno avrà quindi più allievi e sappiamo bene che non sembre i locali delle scuole sono di dimensione adatta."A dire addio alla cattedra saranno poi gli insegnati precari. "I più giovani, i precari, persone preparate che hanno investito sulla scuola - ha detto ancora Barbieri - si troveranno a casa senza alcun ammortizzatore sociale. E non saranno solo 34 perchè ci attendiamo taglia pesanti anche per le medie e per le superiori."

Newsrimini.it

domenica 5 aprile 2009

CHI SIAMO E PERCHE’ LO FACCIAMO

Vogliamo riprenderci l’ Infopoint nel Cortile Alberti della Facoltà di Economia.
Vogliamo ripartire dall’inizio, dalle esigenze degli studenti che non si riconoscono nelle Politiche Gestionali di questa Università. E’ fin troppo evidente che sotto l’apparente lusso e l’ organizzazione dell’ Università, si celino problemi di fondo che si riflettono sulla nostra vita universitaria. Tre laboratori informatici, una biblioteca ultra tecnologica,la nascita di nuove facoltà, non possono rappresentare la realtà che si vive nel polo di Rimini.
Aule fatiscenti e in poche unità agibili rispetto al numero di studenti iscritti, sedi da ristrutturare, cittadella Universitaria nel cortile Alberti in stato di degrado ed abbandono ( due edifici cantierizzati, buche e pozzanghere d’ acqua per tutto il periodo invernale, atrio senza un minimo di verde e ad uso parcheggio, assenza di bidoni per la raccolta differenziata).Tutto questo non corrisponde con la pubblicità che viene fatta dalla nostra Università!!!
Inoltre la politica di “delega dei servizi base” (classica gestione di un’azienda privata e non certamente pubblica), aumenta i costi rispetto al bisogno reale di ogni studente, in un contesto di Crisi Economica Globale. Ci riferiamo alla retta universitaria (circa 1.600 euro annue) alla quale si sommano i costi elevati degli affitti, l’ elevato costo delle mense (primo e acqua 4 EURO) che è nettamente superiore alla media Europea (un primo, un secondo e acqua a 3 EURO), l’assenza di liberi spazi dove potersi ritrovare e socializzare.
Vogliamo ripartire dai nostri bisogni, vogliamo riappropriarci dei nostri diritti e vogliamo essere partecipi a NOSTRO MODO nella creazione di un’ altra università, ACCESSIBILE a TUTTI, partendo dai problemi base reali quali il CAROAFFITTI, ACCESSIBILITA’ NEI COMPLLESSI DELL’ UNIVERSITA’ A TUTTE LE ORE , CIRCOLAZIONE LIBERA DEI SAPERI.
Vogliamo far rinascere lo spazio denominato INFOPOINT nel Cortile Alberti, uno spazio libero e attraversabile da tutti, dove potersi trovare e discutere metodi e modi d’ adottare per fronteggiare la CRISI ECONOMICA e avere “supporti autonomi” per agevolarci e migliorare la nostra vita all’ interno dell’ università.
Ripartiamo tutti i giovedi da un Aperitivo “Anti-Crisi” alla CANTINA 400 dalle ore 19.00, in uno spazio libero e di socialità dove potersi ritrovare e il giorno dopo (tutti i venerdi alle ore 16.00) ritrovo nel Cortile Alberti per l’ assemblea pubblica aperta a tutti, dove proporremo iniziative e discuteremo sulle azioni d’adottare per fronteggiare il reale disagio percepito da ognuno di NOI e riprenderci uno SPAZIO PUBBLICO!!
LIBERI SPAZI IN SPAZI PUBBLICI!!!
VI ASPETTIAMO


NON ABBIAMO PAURA,
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!!


Collettivo Universitario BLACK SHEEP