"I temi e le proposte politiche avanzate sono frutto di una scelta, di un tentativo di pensare la congiuntura singolare da un punto di vista di parte, appunto, situato. E la parte è quella di un lavoro sempre più socializzato e cooperativo, cognitivo e nello stesso tempo precario, che vuole imporre la libertà di produrre contro la sfruttamento, la vita e le istituzioni comuni contro le recinzioni e la rappresentanza.”
(Prologo "La lunghezza dell'onda" F. Raparelli)
Visualizzazione post con etichetta iononhopaura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta iononhopaura. Mostra tutti i post

giovedì 30 luglio 2009

Rimini: Nasce e si diffonde SOS, un numero di telefono per segnalare gli abusi della polizia in spiaggia e non solo

Nasce Sos un servizio di supporto telefonico per raccogliere testimonianze di abusi in spiaggia sui vendioti ambulanti da parte delle forze dell'ordine, ma anche episodi di razzismo e xenofobia.


Sos abusi delle forze dell'ordine in spiaggia

Segnalaci se hai subito aggressioni,se sei stato picchiato o se hai visto comportamenti inopportuni delle forze dell'ordine in spiaggia contro i venditori ambulanti.

Chiama il numero 320 1126686.

Raccoglieremo testimonianze, daremo consulenza e supporto legale.

Sos abus par la police sur la plage

Dire si vous avez été attaqué, si vous avez été battus, ou si vous avez vu le comportement inapproprié des agents sur la plage contre les vendeurs ambulants.

Appelez le numéro 320 1126686.

Va rassembler des preuves, de donner des conseils et de soutien juridiquet.

Sos abuses by police on the beach

Tell if you were attacked, if you were beaten, or if you saw inappropriate behaviours of police against market mendors on the beach.

Call the number 320 1126686.

We collect testimonies, we give advice and legal support.


More info: Paz_Project

iononhopaura.rimini@gmail.com

Rimini - Chiama SOS al 320 1126686.


Uno Strumento di promozione della convivenza sociale, contro gli abusi delle forze dell'ordine in spiaggia e il razzismo istituzionale

La bagarre ha raggiunto il suo apice, è ormai agosto e che dire, ogni copione si ripete sempre uguale, ogni anno però con qualcosa in più. L’anno scorso fu proprio il sindacalista della Fiom, Giorgio Cremaschi, ad invocare il boicottaggio delle spiagge riminesi a causa dello modalità “poco ortodosse” di contrastare la vendita ambulante senza licenza. Quest’anno invece è l’assessore alla sicurezza, Roberto Bigini, che in linea con le politiche nazionali incarnate nel famigerato pacchetto sicurezza, si scaglia contro i soliti capri espiatori, i venditori ambulanti ma - ecco la novità dell’estate 2009 - anche con una folta schiera di turisti che si indignano di fronte ai modi “poco ortodossi” di intervento in spiaggia delle forze dell’ordine.

Scriviamo modi “poco ortodossi”, perché se parliamo di abusi delle forze dell’ordine ed in particolare dei vigili urbani (che noi consideriamo tali) automaticamente facciamo parte della schiera dei “fuori di testa”, del mondo alla rovescia, di chi vuole tollerare qualche forma di illegalità…

Invece ci sentiamo parte di chi chiede a più voce legalità e sicurezza. Perché? Perché crediamo si debba declinare la sicurezza nei termini di sicurezza sociale, ovvero come possibilità di avere quelle risorse sociali, economiche e culturali che ci mettono al riparo dai tanti rischi dell’esistenza, soprattutto nell’epoca della crisi. Rischi che non sono legati tanto alla criminalità, o alla vendita ambulante senza licenza, ma alla malattia, alla disoccupazione, allo sfruttamento, alla precarietà, all’impossibilità di avere una casa ecc.

La sicurezza, di cui parla Bigini, ma anche l’acredine contro “la falsa beneficenza” che impiega quando parla rivolgendosi ai turisti che reagiscono alle maniere “poco ortodosse” (abusi per i fuori di testa) delle forze dell’ordine in spiaggia, si sostengono e giustificano grazie a quello che è successo fino ad ora: la produzione di politiche che non sono più politiche sociali, ma sono politiche di sterilizzazione del territorio, di militarizzazione dello stesso dentro un quadro di paura generalizzata che si scaglia contro chi non ha nulla e che, proprio nel non avere nulla (reddito, cittadinanza, status giuridico, documenti ecc), è il bersaglio delle paure generalizzate.

Le misure repressive, le retate in spiaggia da cosa ci dovrebbero proteggere? Dalla crisi economica? Dallo sfruttamento nel lavoro stagionale che riguarda anche tanti riminesi? Dagli incidenti e dalle morti bianche nei luoghi di lavoro? Da qualche malattia??? Dalla precarietà forse?

No, le retate in spiaggia, come tante altre misure repressive servono solo ad alimentare il nostro senso di sfiducia generale nel cambiamento, nel futuro, servono per avere qualcuno con cui prendersela se c’è crisi nel commercio, se non si arriva alla fine del mese.

Con questa sicurezza non solo siamo tutti meno insicuri, ma siamo anche tutti meno liberi e meno inclusi nella società. Per questo nasce SOS.

SOS nasce come tentativo di promuovere convivenza e sicurezza sociale, nasce per intercettare le forme di abuso che si esercitano nella violenza sui corpi, nelle ingiustizie perpetuate nel nome del rispetto delle leggi e delle regole che valgono per pochi ma non per tutti.

Sos nasce per accogliere le sensibilità che ancora ci sono nelle nostre città e che si esprimono attraverso gesti di ribellione all’ordine e al controllo sociale costruiti sulla paura.

Sos nasce per non lasciare soli quei turisti che non fanno finta di vedere cosa succede accanto al loro sdraio e che hanno il coraggio di esprimere un pensiero nuovo. Boicottare il pensiero nuovo, quello di chi vuole costruire società includenti, di chi vuole respingere il razzismo istituzionale, significa proporre di boicottare vie di fuga alla crisi, boicottare la possibilità di nuovi scenari sociali.

SOS vuole parlare un linguaggio nuovo, non importa chi sia a rispondere a questo numero di telefono, importa che SOS voglia dare voce alla nuova cittadinanza, accoglierla, sostenerla, così come è stato per la guida informativa per i venditori ambulanti senza licenza pubblicata tre anni fa.

Strumenti di promozione della convivenza sociale, contro gli abusi, lo sfruttamento e il razzismo istituzionale.

_Paz Project_

iononhopaura.rimini@gmail.com


da globalproject.info

lunedì 27 aprile 2009

Domenica 26 aprile 2009 22:43 Rimini - Io non ho paura...





Domenica 26 aprile 2009 22:43 Rimini - Io non ho paura... La piazza, i contenuti, l’azione

Report del primo appuntamento della campagna territoriale a Rimini

Io non ho paura... si è trasformato in un grido collettivo, riempiendo di contenuti una piazza che si vuole militarizzata e svuotata di ogni relazione e socialità che non sia animata dall’indifferenza, dal razzismo, dalla paura.
Se la crisi e tutti i suoi effetti impattano anche il territorio riminese - con tanti lavoratori e lavoratrici italiane che ritorneranno a fare la stagione balneare non da turisti ma da sfruttati - è giusto rispondere con nuove organizzazioni del comune, che rompano non solo il paradigma del controllo/sicurezza, ma che sappiano parlare di libertà, rivendicare reddito, produrre appunto comune.
Il primo appuntamento della campagna locale °Io non ho paura° ha visto come protagonista il collettivo Universitario Black Sheep, con performance artistiche, spettacoli di giocoleria e comunicazione interattiva sul tema della libertà e del diritto al sapere. Si replica il 30 aprile con il tema "libertà e diritti di cittadinanza".

Contributi:

- [ audio ] Arianna (Coll. Black Sheeps)
- Fotogallery

martedì 21 aprile 2009

Rimini - Al via la campagna °°Io non ho paura°°

Rimini - Al via la campagna °°Io non ho paura°°
Tutti gli appuntamenti
Rimini - Venerdì 24 aprile 2009

Dopo Bologna e Reggio Emilia al via anche a Rimini la Campagna °°Io non ho paura°°
Campagna °°Io non ho paura°°
Libertà contro sicurezza! Reddito contro crisi!
Intro: Dobbiamo dare per scontato, che in tempi difficili dovuti alla crisi economica e alle grandi paure alimentate ad hoc, le persone che abitano a Rimini siano disposte a rinunciare a molte delle loro libertà e dei loro diritti?
No, perché la paura non è l’unica passione che tiene gli esseri umani insieme. Più forte e più degna della paura è la nostra libera socialità, il nostro desiderio di vivere la città come se essa fosse uno spazio comune, aperto, un luogo di incontri e passioni spontanee non gestite e per questo libere. La paura è solo un vincolo che ci vuole legati all’ignoranza, all’intolleranza, all’indifferenza, incapaci di raccontare e condividere i nostri veri problemi.
È per questo che vogliamo rendere piazza Cavour e la Vecchia Pescheria luoghi di incontri e scambi, di saperi e immagini, di meticciato di linguaggi e suoni. Tanti appuntamenti da condividere tutti insieme perché è solo riempiendo gli spazi pubblici e, per questo comuni, che ci sentiremmo tutte\i libere\i sicure\i, solo così potremmo dare una risposta concreta ad una meschina messinscena, che siano le ronde o i presidi fissi dei vigili urbani, che sia la video sorveglianza o lo stesso Sindaco travestitosi da “scaccia fantasmi”.
Vogliamo costruire, tappa per tappa una nostra mappa della città, una mappa della libertà!
Le prime tappe: Tutti gli appuntamenti si svolgeranno dalle ore 18.00 alle 23.00 in P.zza Cavour e la Vecchia Pescheria
24 aprile 2009: °°Io non ho paura°°>>Libertà e diritto ai saperi<<>
30 aprile 2009: °°Io non ho paura°° >>Libertà e rottura dei confini, stop razzismo!<<>
1 maggio 2009: °°Io non ho paura°°>>Se non tu chi? se non oggi quando? 1 maggio di lotta...Corteo regionale a Reggio Emilia<<>

Materiali: Locandina Flyers (Front)(Back)
More info: iononhopaura.rimini@gmail.com - tel. 349 5666110http://www.autistici.org/lopaz http://nerepecore.blogspot.com/

giovedì 9 aprile 2009

°°Io non ho paura°°

È da tempo che nel nostro territorio sono in atto evidenti cambiamenti, segnali che denotano un progressivo inasprimento delle pratiche di controllo nonché di anticipazione di molte norme contenute all’interno del pacchetto sicurezza.

Pensiamo ad es: alla condizione dei cittadini migranti nel nostro territorio; ai senza fissa dimora dopo il grave agguato ai danni di Andrea Severi, homeless bruciato vivo su una panchina nei pressi della colonnella; ai rigurgiti nazifascisti con gli attentati operati da forza nuova nel 2007; alle limitazioni delle libertà di manifestare e di esprimere il dissenso con il divieto di utilizzo di impianti di amplificazione; alla normazione della vita negli spazi pubblici come le piazze, i parchi, i luoghi di aggregazione non gestita attraverso l’ordinanza comunale contro il degrado e per il pubblico decoro; all’attacco alle libertà civili, di genere, alla laicità presenti anche nella nostra città. Noi crediamo che di fronte al porre in essere di questi paradigmi della società del controllo dentro la crisi globale non possa esistere difesa alle libertà che non sia allo stesso tempo un atto di costruzione di un’alternativa comunitaria, collettiva, libera ed indipendente.
Le politiche sicuritarie - tema attuale dentro la costruzione della campagna elettorale dei neo candidati alle elezioni provinciali - non agiscono solo in termini di controllo, ma ad esso viene sempre associato un processo reale di destrutturazione delle forme di mediazione sociale. Siano essi luoghi/spazi autonomi ed autogestiti come il Laboratorio sociale Paz, ma anche esperienze concrete e reali di costruzione di un’altra comunità possibile, antirazzista, antifascista, antisessista, antiproibizionista, laica e plurale.
Per questo di fronte al nulla apparente, alle strade e alle piazze trasformate in ring del malessere sociale, crediamo sia opportuno costruire una campagna dal nome “Io non ho paura”, una campagna che parta proprio dalla costruzione di uno spazio di socialità dentro lo spazio pubblico condiviso, che sia piazza Cavour o la vecchia pescheria… Una campagna che sia una prese di parola, un rialzare la testa, che rappresenti la costruzione di uno spazio/tempo capace di produrre e diffondere contenuti, musica, socialità, parole dentro e fuori la crisi, dentro e fuori la paura, dentro e fuori il controllo.
Per questo siete tutti invitati all’assemblea di giovedì 9 aprile alle ore 21.00 presso la casa della Pace, perché alle parole seguano fatti con la consapevolezza che non ci sono scorciatoie semplici, risposte date ed universali, ma che insieme è possibile produrre un comune come unico modo per ritornare a ridere alla vita, dentro i confini della nostra città.
Vi aspettiamo in tanti! Viva le libertà!


°°IO NON HO PAURA!°°
Campagna per una città antirazzista, antissessista, antifascista, laica e meticcia
Contacts: iononhopaura.rimini@gmail.com