"I temi e le proposte politiche avanzate sono frutto di una scelta, di un tentativo di pensare la congiuntura singolare da un punto di vista di parte, appunto, situato. E la parte è quella di un lavoro sempre più socializzato e cooperativo, cognitivo e nello stesso tempo precario, che vuole imporre la libertà di produrre contro la sfruttamento, la vita e le istituzioni comuni contro le recinzioni e la rappresentanza.
(Prologo "La lunghezza dell'onda" F. Raparelli)
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domenica 20 dicembre 2009

Nuova tappa per “Y€s We Cash” a Natale doppia iniziativa a Bologna e Rimini | Global Project


Nuova tappa per “Y€s We Cash” a Natale doppia iniziativa a Bologna e Rimini | Global Project

Nuova tappa per “Yes We Cash”

a Natale doppia iniziativa a Bologna e Rimini

Questa volta i/le precari/e, studenti/esse, lavoratori/trici e disoccupati/e che un mese fa hanno inaugurato la campagna per la richiesta di un reddito minimo garantito interrompendo il consiglio regionale della giunta della Regione Emilia Romagna saranno:

Sabato 19 dicembre in Piazza del Nettuno a Bologna a partire dalle 12.30 e

Domenica 20 dicembre a Rimini in piazza Cavour alle ore 17.30

per augurare buone feste a tutt*!

Per affermare, con pacchi regalo e bigliettini d’auguri che il Natale e l’anno nuovo sarebbero sicuramente migliori con la garanzia di un reddito minimo.

Per chiedere che la Regione Emilia Romagna, ci “regali” una legge regionale che tramite l’erogazione di un contributo monetario sappia garantire a tutt* un’esistenza libera e dignitosa.

Perché reddito minimo garantito significa possibilità di autodeterminare le nostre scelte e i nostri tempi di vita, senza dover sottostare ad alcun ricatto (lavorativo, familiare).

Perché la vera sicurezza è quella che arriva dall’autonomia soggettiva.

Un felice anno nuovo sarà

solo se la regione Emilia Romagna

qualcosa contro la crisi farà:

UNA LEGGE SUL REDDITO PER TUTTE E PER TUTTI!

Y€S WE CASH!

__

yeswecash@gmail.com

http://yeswecash.blogspot.com/

venerdì 11 dicembre 2009

Reddito contro la crisi | Global Project


Reddito contro la crisi | Global Project

11 dicembre 2009 @Bologna

Report Corteo autonomo e indipendente di studenti, studentesse, precari e precarie.
Anche noi c'eravamo!!!

Vai al Blog della campagna Y€s we cash!

martedì 8 dicembre 2009

Bologna: Corteo indipendente Onda. Info e partenze da Rimini

Ritrovo ore 07.00 Stazione FS di Rimini Partenza ore 07.30 da Rimini


VENERDI' 11 DICEMBRE 2009

CORTEO INDIPENDENTE
concentramento ore 9.30
PIAZZA VERDI @ Bologna

In occasione dello sciopero generale della CGIL, l'Onda tornerà in piazza per attraversare la giornata con i propri contenuti:

Contro i tagli,

Per un reddito minimo garantito per tutte e tutti (Campagna Regionale Y€s we cash!)

Per una scuola e un'università di qualità contro lo smatellamento e la crisi,

Per demistificare la retorica del merito,

Per rilanciare il movimento in vista della discussione in Parlamento del DDL Gelmini.

Per info:
nerepecore@gmail.com - tel. 349 1472553

Blach Sheep e Coordinamento studenti Rimini

mercoledì 25 novembre 2009

Bologna - Bartleby torna a casa...

Black Sheep a Bologna per Bartleby!!!
Oggi 25 Novembre 2009, Bartleby ha riaperto le porte di via Capo di Lucca 30. Un centinaio di studenti e studentesse, precari e precarie, artisti e musicisti, hanno questo pomeriggio invaso la strada di via Capo di Lucca e sono entrati con forza e determinazione in quella palazzina che tutte e tutti abbiamo fatto vivere e dalla quale abbiamo lanciato delle sfide alla città.

Siamo qui, Bartleby è tornato a casa.
Ricomincia a pulsare il centro di Bologna, ricomincia a vivere un atelier della produzione indipendente. Uno spazio di condivisione dei saperi, un territorio di libera espressione e uno snodo delle lotte per la riappropriazzione sociale della ricchezza tra università e metropoli.

Bartleby è innanzitutto un complice dell’Onda, dei conflitti contro lo smantellamento del sistema della formazione e della ricerca e delle battaglie per il libero accesso e la qualità dei saperi.
L’ autoriforma quindi come pratica costituente che si pone l’obiettivo di ridefinire la relazione tra sapere vivo e sapere morto, tra autogestione e subordinazione, tra resistenze della produzione comune di conoscenza e processi di gerarchizzazione, tra accesso alla ricchezza prodotta e rendita.
Un processo quindi che nasce dalle figure che vivono e producono dentro l’università. Studenti, ricercatori e docenti che vogliono affermare una decisione comune sui processi formativi e di ricerca: libero accesso ai saperi, autogestione dei percorsi formativi, crediti e fondi per i seminari di autoformazione e per la ricerca indipendente. Questa è l’ università che vogliamo costruire.

Siamo studenti, ricercatori, artisti, musicisti e precari: un intreccio di relazioni, un progetto che immediatamente eccede i confini labili dell’accademia e ci parla di una città da creare.
Parliamo da un luogo, da uno spazio occupato, dai suoi laboratori artistici e culturali ma guardiamo a una città possibile.
Infatti la città a venire vive già tutta in potenza, nella tensione allo scambio e all’incontro, nella circolazione dei linguaggi e dei saperi, nella sperimentazione di nuove forme di vita, nei flussi comunicativi che la reinventano di giorno in giorno. Un tessuto vivo, centrale per la produzione e l’economia metropolitana, e al contempo messo all’angolo e escluso dalla decisione politica: attaccato frontalmente da cinque anni di cofferatismo.
Bartleby Occupato è solo un sintomo, un segno visibile che in autonomia una presa di parola è possibile e che dal basso possiamo cambiare le geografie di Bologna.

Bartleby reclama reddito contro la crisi e grida “Yes we cash!”.
Da oggi Bartleby è un punto di costruzione di una campagna regionale sul reddito minimo garantito: un reddito garantito, individuale, cumulabile al salario.
Nel tempo in cui la precarietà si fa condizione comune e la crisi attacca violentemente le condizioni materiali di tanti e tante, si fa sempre più decisivo costruire un campo di conflitti attorno alla riappropriazione della ricchezza. Tradurre quel “noi la crisi non la paghiamo” in una tensione affermativa: reclamare un welfare adeguato all’eterogeneità delle figure della produzione e alle qualità del lavoro contemporaneo. Reddito vuol dire non essere piu' ricattabili dai tempi di vita dettati da lavori sottopagati ma libero accesso alla formazione, ai saperi e alla conoscenza. Reddito vuol dire autodeterminazione, sicurezza, indipendenza e autonomia.

da globalproject.info

martedì 24 novembre 2009

Yes we cash! per una legge regionale sul reddito minimo garantito


Parte oggi la campagna sul reddito in Emilia Romagna.

Questa mattina un centinaio di precari, studenti, lavoratori e disoccupati hanno interrotto uno degli ultimi consigli regionali della giunta uscente della Regione Emilia Romagna al grido Yes we cash!.

Lo slogan rappresenta la richiesta immediata di un reddito minimo garantito che guarda alla sperimentazione avviatasi nella regione Lazio dove è già in atto un processo di nuovo welfare che vada a garantire tutte quelle figure di lavoro precario al momento non garantito.

I protagonisti dell'iniziativa, armati di soldi finti, mascherine, striscione e megafono, hanno distribuito tra i banchi dei consiglieri regionali un pamphlet che raccoglie analisi, dati e confronti con le realtà europee in cui un reddito minimo garantito esiste da tempo. La campagna Yes we cash! vuole essere un percorso aperto e attraversabile in cui si intrecciano relazioni che coinvolgano il piu' ampio numero possibile di soggetti colpiti dalla crisi: dagli studenti dell'Onda ai lavoratori ormai da tempo in cassa integrazione in una regione in cui la disoccupazione di massa ha iniziato a scavare solchi profondi nella condizione sociale e di vita.

Reddito vuol dire non essere piu' ricattabili dai tempi di vita dettati da lavori sottopagati ma libero accesso alla formazione, ai saperi e alla conoscenza.

Reddito vuol dire autodeterminazione dei propri corpi in un paese in cui non può essere la famiglia l'unico forma di welfare.

Reddito vuol dire possibilità di scegliere dove andare.

Parlare di Reddito vuol dire per noi parlare di sicurezza, parlare di indipendenza e di possibilità di scelte autonome.

Yes we cash!


Potete trovare maggiori informazioni e tutto il materiale della campagna da scaricare e diffondere su

globalproject.info
y€s we cash!

lunedì 16 novembre 2009

Assemblea e sciopero studentesco


In vista dello sciopero nazionale degli studenti del 17 novembre, comunichiamo che si terrà un' assemblea pubblica alle ore 10.30 presso il piazzale (fermata degli autobus) del Centro Studi a Rimini.
Approfittiamo dell' iniziativa per rilanciare il coordinamento studenti/universitari nato un anno fa contro il decreto Gelmini e il DL/133 che ha visto partecipare l' intero corpo studentesco alle due manifestazioni organizzate nello scorso autunno.
La riforma sta per essere approvata, domani sarà un assemblea di confronto, discussione e proposte d' azione su nuove forme d' intervento diretto che mirano al nostro presente di studenti e al nostro futuro di precari.
Odg:
Tagli istruzione pubblica;
Precarizzazione del corpo docente/ ricercatori;
Privatizzazione dell' Università

Coordinamento Student* Rimini

martedì 27 ottobre 2009

Non spegni il sole se gli spari addosso.

Questa mattina le studentesse e gli studenti del collettivo Black Sheep insieme ad alcuni precari della città di Rimini hanno liberato l’ex Casa Cantoniera in via Marecchiese. Si è voluto dare in questo modo una risposta chiara e determinata al problema dell’emergenza abitativa, sempre più evidente nella nostra città nella crisi sempre più imperante.
L’ex Casa Cantoniera 233, inizialmente di proprietà della Provincia di Rimini e passata poi nel 2006 alla Cooperativa Muratori Verucchio (CMV), una delle principali cooperative operanti nel campo dell’edilizia privata nel territorio riminese, è una struttura lasciata al degrado e all’incuria.

Un altro stabile che si andrà ad aggiungere alla già lunga lista degli immobili sfitti e abbandonati, regalati alla rendita e alla speculazione edilizia, che altro non fanno che gli interessi dei soliti privati.

Di fronte ad affitti insostenibili, ad una precarietà sempre più diffusa e componente principale delle nostre vite, ad aumenti continui e assurdi delle tasse universitarie, questa mattina abbiamo deciso di riprenderci in mano il nostro futuro e lo abbiamo fatto liberando l’ex Casa Cantoniera Zora (Zona Occupata Riqualificata Autogestita).
L’unica risposta che abbiamo ricevuto da parte dell’Amministrazione locale è stata quella del silenzio e dell’uso della forza. L’intero parcheggio adiacente la Casa è diventato una vera e propria zona militarizzata.
Con decine di agenti in assetto antissommossa, ancora una volta, si è cercato di gestire il “problema” della sicurezza pubblica, quando invece l’unica sicurezza per noi sono casa, reddito e diritti per tutt@!

Non saranno le intimidazioni e gli sgomberi a fermare le passioni vive che animano i nostri corpi e i nostri desideri. Comincia adesso un censimento dal basso di tutti gli edifici sfitti e abbandonati del nostro territorio e già da oggi pomeriggio allestiremo un campeggio di denuncia e protesta.
Non si possono pagare 350€ per una camera singola e per questo ci riprendiamo i nostri diritti!
Chiediamo inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con le Istituzioni in merito all’emergenza casa degli studenti universitari e dei precari.


Dovete darci il denaro e poi ne riparliamo!


Invitiamo tutte le realtà territoriali sensibili a questi temi a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà domani, presso i locali della Casa della Pace, alle ore 21.00.

Collettivo universitario Black Sheep e precari della città di Rimini

Casa Cantoniera Zora

Casa Cantoniera Zora è una risposta alla crisi che si abbatte su studenti e lavoratori precari in questa città.
Casa Cantoniera Zora è l’ espressione massima organizzata che si attiva per affrontare questo momento difficile che vivono gli studenti e i lavoratori in questo territorio. Nasce dall’ esigenza reale di avere una casa in un contesto di crisi economica che vede sempre più lavoratori cassaintegrati e affitti che arrivano a superare i 300 euro mensili per una camera singola. E’ alimentata dagli studenti del collettivo BLACKSHEEP e dai Precari della nostra città.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Università incapace di aiutare gli studenti che combattono contro il problema del caro affitti, non crea uno sportello di aiuto e supporto ma al contrario alimenta il mercato nero di case e posti letto. Delega ed appalta a ditte esterne in combutta con l’ Università la problematica affitti/ studentati, arrivando ad affittare camere singole a prezzi stratosferici, alimenta il mercato nero generato dai privati che affittano scantinati e seconde case fatiscenti in condizioni igienico sanitarie disumane.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Amministrazione Comunale che non prevede un piano strategico regolatore di aiuto a tutte quelle famiglie italiane e non solo, che ormai da anni sono in attesa di assegnazione di una casa popolare. Al contrario, si continua ad incentivare la creazione di edilizia privata e si spediscono le famiglie in difficoltà a vivere nei “residence” in attesa di assegnazione di un alloggio popolare. Inoltre la politica adottata da ACER non è altro che una “scenografia”, serve a mascherare la mancanza di una vera politica di aiuto a chi non riesce a pagare un affitto privato perché senza lavoro o in cassa integrazione.
Casa Cantoniera Zora é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei nostri genitori. Casa Cantoniera Zora è il punto più alto della città, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini. Casa Cantoniera Zora da oggi è in periferia, ma presto sarà in tutta la città. Casa Cantoniera Zora da oggi è una casa autogestita, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari della città di Rimini. Uno stabile strappato al degrado e restituito alla città.
Se legalità significa poter affittare in nero, arricchirsi con la rendita, versare quasi l’ intero stipendio per un affitto o per un mutuo, aspettare dieci anni in graduatoria per avere una casa popolare, andare a vivere nelle frazioni per potersi permettere una casa, espellere i ceti popolari e precari tramite la creazione di aree di lusso, allora, siamo fieramente illegali!
Non è stato tolto nulla a nessuno, la casa Cantoniera è sfitta dal 2004, alienata dal 2006 e nessuno è in attesa di entrarvi e tanto meno procederne all’ acquisto. E’ stato solo praticato un diritto. Proprio per questo diffidiamo chi di dovere, dal gestire le occupazioni come un problema di ordine pubblico, ignorando quello che sono realmente, l’ espressione di un problema politico e sociale.
L’ occupazione della casa deve portare inevitabilmente al confronto con le istituzioni, siano esse politiche, religiose o laiche. Deve essere un punto di partenza da dove si può cominciare a costruire una nuova forma di Welfare Sociale che nasce dal basso, condividere questa nuova soggettività con chi in questo territorio, rappresenta l’ interlocutore politico, religioso o laico. Chiediamo di aprire un dibattito serio e programmatico che miri a tutte quelle soggettività collettive o singole che in questo contesto di crisi economica non hanno la forza di reagire. Chiamiamo in causa la provincia, proprietaria dell’ immobile ad un confronto diretto sulla futura gestione ad uso abitativo dello stabile . Ne reclamiamo l’ utilizzo e ci proponiamo come soggetto unico che riporterà in vita la struttura, c’ impegneremo affinché questo stabile non sia più classificato “zona degradata”. Il lavoro che verrà apportato per rendere la struttura agibile può più che bastare a pagarne il canone di affitto.
Chiediamo un confronto con le figure politiche locali affinché si riesca a collettivizzare l’ iniziativa portata avanti dagli studenti e dai precari riminesi.
Rispondiamo alle parole di Monsignor Lambiasi e ne elogiamo il comunicato, soprattutto quando parla di crisi dell’ istruzione e deriva culturale cittadina. Sarebbe bello aprire un dibattito e cercare tutti insieme nuove forme sociali condivise, soprattutto nella misura in cui questo stato di malessere è presente su diversi strati sociali.
Ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza e chiediamo di non abbassare lo sguardo, a non fingere che questo periodo brutto di crisi dell’ economia, dei valori sociali e dell’ indifferenza verso il più debole ci porti allo scontro fra di noi, noi siamo cittadini come voi che cercano di lavorare, di studiare e di crearsi un futuro, paghiamo le tasse, facciamo spesa al supermercato e ci mettiamo in coda alla posta. Abbiamo trovato il coraggio d’ infrangere la legge perché proprio chi ci governa ci ha costretti a farlo. Ora siamo qui, non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare.



Via Marecchiese 233 Rimini
Qui:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+marecchiese+233+rimini&sll=41.442726

sabato 10 ottobre 2009

Rimini - Alma Black trash.... Per iniziare il nuovo anno accademico

06/10/2009
da globalproject.info

Il collettivo Black sheep inaugura il nuovo anno accademico promuovendo un'inchiesta sull'emergenza abitativa fra tanti studenti, perlopiù fuori sede. La crisi non vogliono pagarla, tantomeno la rendita e la speculazione intorno alla questione abitativa.


Nella giornata in cui l'Università di Bologna e le sue sedi dislocate in Regione inaugurano il nuovo anno accademico con Alma Fest, il collettivo universitatio Black sheep apre spazi di libertà, di ragionamento, di inchiesta sulla difficile condizione degli studenti universitari nella città rivierasca.

In primis assume centralità nell'iniziativa di oggi - con una presenza capace di leggere le nuove tendenze e di ragionare sui linguaggi - la questione abitativa e l'estrema precarietà in cui versano i circa 6000 studenti universitari iscritti nella facoltà riminese, la maggior parte fuori sede.

Black sheep ha inaugurato il nuovo anno accademico diffondendo, due settimane fa, un questionario per inchiestare la condizione abitativa, far emergere il disagio e rispondere alla crisi.

Si legge nel comunicato di lancio dell'inchiesta abitativa fra gli studenti universitari: "La situazione locale legata agli affitti universitari sta diventando di anno in anno sempre più grave. Affitti alle stelle, posti letto anziché case, molto spesso prive anche dei più minimi requisiti di sicurezza e abitabilità e contratti nel 90% dei casi in nero, senza quindi la possibilità di detrazione."

E ancora:

"Il questionario mette in luce poi anche un altro problema, molto sentito tra gli iscritti al polo riminese: il costo troppo elevato della mobilità. Molti studenti pendolari hanno denunciato abbonamenti troppo costosi, soprattutto a fronte del servizio offerto spesso insufficiente (treni e autobus in perenne ritardo, coincidenze perse con tutto l’ulteriore disagio che ne consegue). A fronte delle difficoltà e necessità che sono emerse in questi giorni parlando con le studentesse e gli studenti che hanno compilato il questionario e che hanno attraversato il piccolo spazio allestito nel piazzale della facoltà di Economia, riteniamo fondamentale aprire un discorso nuovo sulla questione dell’abitare che parta dalle esigenze delle soggettività che in primis abitano e fanno vivere questa città. Sentiamo il bisogno di costruire tutti e tutte insieme un percorso che oltre a farci trovare soluzioni comuni ai problemi emersi, ci consenta anche di far nascere spazi di socialità e non solo, dove poter mettere a valore le nostre competenze, i nostri bisogni e i nostri sogni."

Insomma l'Alma fest a Rimini si è trasformata in un'occasione per aprire un nuovo spazio di intervento in città, che parla linguaggi nuovi e richiama la necessità di cooperare per rispondere alla crisi che avanza, così come all'impoverimento dell'Università.

La precarietà come bios si trasforma anche in possibilità di connettere saperi, esperienze e perchè no, anche promuovere ed individuare nuove pratiche di risposta alla crisi che avanza e che colpiscono in egual misura il diritto ai saperi, il diritto al reddito e il diritto alla casa.

L'anno accedemico è iniziato, Black sheep c'è!

giovedì 30 luglio 2009

Rimini: Nasce e si diffonde SOS, un numero di telefono per segnalare gli abusi della polizia in spiaggia e non solo

Nasce Sos un servizio di supporto telefonico per raccogliere testimonianze di abusi in spiaggia sui vendioti ambulanti da parte delle forze dell'ordine, ma anche episodi di razzismo e xenofobia.


Sos abusi delle forze dell'ordine in spiaggia

Segnalaci se hai subito aggressioni,se sei stato picchiato o se hai visto comportamenti inopportuni delle forze dell'ordine in spiaggia contro i venditori ambulanti.

Chiama il numero 320 1126686.

Raccoglieremo testimonianze, daremo consulenza e supporto legale.

Sos abus par la police sur la plage

Dire si vous avez été attaqué, si vous avez été battus, ou si vous avez vu le comportement inapproprié des agents sur la plage contre les vendeurs ambulants.

Appelez le numéro 320 1126686.

Va rassembler des preuves, de donner des conseils et de soutien juridiquet.

Sos abuses by police on the beach

Tell if you were attacked, if you were beaten, or if you saw inappropriate behaviours of police against market mendors on the beach.

Call the number 320 1126686.

We collect testimonies, we give advice and legal support.


More info: Paz_Project

iononhopaura.rimini@gmail.com

lunedì 13 luglio 2009

Nasce POINT BREAK - Studentato occupato da Crew in Onda

Lo studentato occupato da Crew in Onda Roma - Oggi pomeriggio un centinaio di studenti della Sapienza del progetto CREW in Onda ha occupato un palazzo abbandonato da quasi dieci anni per farne uno spazio abitativo per studenti: nasce lo Studentato Occupato Point Break, in via Fortebraccio 30 nel quartiere Pigneto; occupazione che ha luogo in un quartiere abitato da studenti e migranti costretti a pagare 300 o 400 euro per una piccola stanza, attraversata dai flussi serali giovanili e da diverse esperienza culturali e sociali. Oggi lanciamo la campagna "50 euro possono bastare", e dunque diciamo subito che è solo l'inizio e che noi non siamo disposti a pagare di più per una stanza! Ottima la risposta del quartiere, la gente della via applaude l'iniziativa, gli studenti stanno volantinando in tutto il quartiere spiegando le ragioni dell'azione. E' stata convocata per venerdi 10 luglio ore 18 un'assemblea pubblica presso la nuova occupazione.


::POiNT Break :: alcune immagini

Bologna - Corteo metropolitano blocca la città! Liberi Tutti Subito!

10/07/09: Stasera le strade della città di Bologna sono state inondate dal partecipato corteo metropolitano organizzato dall’Onda Anomala bolognese per reclamare a gran voce la liberazione dei 21 studenti arrestati il 6 Luglio scorso all’interno della vergognosa inchiesta “Rewind” che porta la firma del ben già noto procuratore Caselli.

Il corteo è partito intorno alle ore 20:00 da Piazza Verdi, cuore della zona universitaria, liberata ancora una volta dalla militarizzazione di stampo Pd. Una piazza riempita da corpi liberi di manifestare e da desideri di dissenso contro questo governo razzista e reazionario, contro un’opposizione complice, inquietantemente silenziosa e giustizialista, contro una governance universitaria baronale e meritocratica, che basa il suo potere su logiche medioevali di intimidazione e criminalizzazione del dissenso, rendendo l’università un dispositivo di controllo e un luogo chiuso alla libera espressione e confronto.

Stasera il corteo metropolitano composto da circa un migliaio di studenti, precari, cittadini, movimenti sociali ha lasciato piazza Verdi al grido di “Liberi Tutti, Liberi Subito”.

Abbiamo attraversato la zona universitaria, diretti verso via Indipendenza e via Rizzoli, rompendo ancora una volta il divieto di manifestare per il centro di Bologna.

Il corteo si è aperto con uno striscione che recitava “Dietro quello scudo c’eravamo tutti-e”, per riaffermare con forza la volontà collettiva di bloccare quel G8 University Summit, di violare la zona rossa. Né buoni, né cattivi: a quel G8 c’eravamo tutte e tutti. C’era l’Onda, un corpo unico composto da una moltitudine decisa a forzare quei blocchi. Ci siamo auto-difesi, auto-tutelati contro il solito violento attacco delle forze dell’ordine, e questo non può essere un crimine.

Ed è per questo che stasera nel corteo bolognese abbiamo rivendicato l’uso dei caschi durante le manifestazioni, per proteggere le nostre teste, che altrimenti verrebbero spaccate da quei manganelli che sanno così bene usare gli uomini in divisa. Branditi dai manifestanti anche degli estintori, questa volta finti, di cartone.

Sotto le Due Torri il corteo si è fermato a lungo, paralizzando l’intero traffico cittadino. Sotto la Torre degli Asinelli, abbiamo voluto lasciare un segno: i nomi degli studenti arrestati a Bologna, per esprimerli la nostra totale solidarietà e complicità e per comunicare all’intera città la nostra determinazione nel voler fuori dalle carceri italiane tutti i 21 arrestati ingiustamente. Il voler comunicare tutto ciò attraverso una bomboletta spray e un muro diventa importante quando il neo-sindaco Delbono inaugura la sua amministrazione con un’ordinanza anti-graffiti, che ha già visto i suoi primi effetti la sera scorsa, quando due studenti dell’Onda bolognese sono stati fermati e denunciati dalla Digos perché sorpresi a esprimere su un muro il proprio dissenso contro gli arresti e il procuratore Caselli.

Il corteo infine ha ripreso via Zamboni, tornando così in Piazza Verdi.

Noi non ci fermeremo finchè tutte e tutti non saranno liberi, non saranno a manifestare accanto a noi.

Maroni, Caselli e i suoi amici hanno tentato di fermarci, di bloccare la nostra lotta contro un’università pubblica in rovina, contro un sistema socio-economico fallimentare e anacronistico, contro la crisi che loro hanno creato e che noi non pagheremo. Ma noi stiamo continuando a bloccare le città e lo faremo anche quest’autunno.

L’Onda non si Arresta!


Liberi Tutti Subito!



mercoledì 8 luglio 2009

L'Onda non si arresta! Liber* tutt* subito!

Dopo le prime azioni di solidarietà svolte nel primo pomeriggio di lunedì in università, concretizzate nell’apposizione di striscioni e in azioni comunicative ed informative, ieri sera la città ha mostrato nuovamente la sua solidarietà ai 21 studenti arrestati all’alba del 6 luglio, scegliendo la forma del presidio.

Un presidio attraversato da numerose persone che in questo periodo si riversano sul porto canale della città adriatica. Numerosi gli interventi realizzati dalle studentesse e dagli studenti del collettivo Black Sheep e dagli/lle attivist* del Lab. Paz. Interventi che hanno sottolineato ancora una volta l’inaccettabilità e l’estrema gravità dell’inchiesta Rewind partita dal procuratore di Torino Caselli che si è preso la libertà di 21 persone sulla base di accuse ridicole ed inconsistenti. Il movimento dell’Onda è un unico grande movimento, in cui non ci sono buoni e cattivi: la decisione di sfondare la zona rossa nella mobilitazione nazionale del 19 maggio contro l’illegittimo G8 dell’università è stata una decisione condivisa prima e condivisa poi in un’assemblea nazionale in cui tutti gli studenti dell’Onda sono intervenuti, assumendo quelle pratiche, assumendo tutto quello che era stato fatto in quella giornata e nelle giornate precedenti. Un’assunzione che si sta tutt’ora attuando con le numerose occupazioni dei rettorati, con i presidi, con i cortei spontanei che stanno attraversando le nostre città.

Un’operazione doppiamente inaccettabile a sentire le motivazioni della Procura di Torino: “ Non abbiamo un granché a livello di prove ma i soggetti arrestati preventivamente avrebbero potuto partecipare alle mobilitazioni del G8 all’Aquila”. Troppi gli avverbi ipotetici così come i condizionali. Ancora una volta, come già successo anche a Rimini con la consegna degli avvisi orali a tre attivisti del Laboratorio Paz, si sceglie di limitare le libertà personali e si impongono sanzioni prima che sia stata accertata la responsabilità davanti ad un giudice, si sceglie di procedere prima che si sia commesso un reato.


Richiediamo l’immediata liberazione di Marco, Anton e di tutti gli altri compagni arrestati!


L’Onda non si arresta!


Liberi tutti, liberi subito!

Presidio pubblico Non abbiamo paura! Liber* tutt*, liber* subito!

Martedi 7 luglio ore 21.00

Piazzale Boscovich

Presidio pubblico Non abbiamo paura! Liberi tutti, liberi subito!

All'alba di questa mattina, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Torino, la polizia ha effettuato decine di perquisizioni nella case di studenti e attivisti in tutta Italia. L'operazione della Digos ha eseguito 21 misure cautelari per le mobilitazioni studentesche del 19 maggio scorso a Torino in occasione del vertice del G8 University. Due gli arresti a Padova, quattro a Bologna, 12 a Torino di cui 5 ai domiciliari, 1 ai danni di un attivista napoletano avvenuto al termine della fiaccolata che si è svolta ieri notte a tre mesi dal terremoto. Blindati e polizia hanno inoltre fatto irruzione al centro sociale Asktasuna di Torino e al Festival di Radio Sherwood a Padova. Si sono presi la libertà di ventuno persone sulla base di accuse ridicole e inconsistenti, soprattutto perché hanno utilizzato gli strumenti inquisitori più vecchi contro la cosa più nuova che sia successa in questo paese negli ultimi anni, contro la prima rivolta di massa di quel lavoro cognitivo che non pagherà mai la loro crisi, movimento che è destinato ad organizzare nella trasformazione radicale le libertà e le ricchezze comuni.

L’onda non si arresta. Liberi tutti, Libere tutte!


Black Sheep e Laboratorio Paz

lunedì 6 luglio 2009

L'Onda non si arresta! Primi appuntamenti nelle università e città

L'Onda non si arresta!

Meeting point - Primi appuntamenti nelle Università e città

6 / 7 / 2009

Roma - Università La Sapienza, ore 12 assemblea Facoltà di Scienze Politiche

Torino - ore 12, assemblea (probabilmente Palazzo Nuovo)

Bologna - appuntamento ore 12 in via Zamboni 38

Padova - Alle ore 12.30 è stata convocata una conferenza stampa a Padova all'interno del Palazzo del Bo, sede del rettorato dell'Università
Alle ore 17.00 Presidio attivo davanti alla Prefettura

Napoli - Alle ore 14.00 Università Orientale

venerdì 22 maggio 2009

L'Onda non si arresta! Confermati gli arresti per Alessandro e Domenico

(da infoaut.org) Aggiornamento ore 20. E' arrivata la notizia che l'Onda sperava di non ricevere: il gip ha deciso per la conferma degli arresti di Alessandro e Domenico, restano alle Vallette. Quindi è assolutamente confermato il presidio di domani sera fuori dal carcere, gli studenti e le studentesse dell'Onda torneranno alla cinta del penitenziario per portare la loro solidarietà agli arrestati e per continuare la battaglia per la loro scarcerazione.


Nel frattempo oggi pomeriggio l'Onda milanese ha fatto un'incursione al rettorato della Statale, tappezzando gli uffici del rettore Decleva per esigere la liberazione del loro compagno Alessandro e chiedendo al rettore dell'università frequentata da Alex, oltre che presidente della Crui promotrice del G8 University Summit, di prendere posizione.


Alessandro e Domenico liberi subito!



Nella straordinaria giornata dell'Onda del 19 maggio 2 compagni sono stati arrestati, Alessandro e Domenico. Alessandro, studente milanese della Statale ed esponente dei Circoli degli emigrati sardi, è stato tratto in arresto durante gli scontri di piazza in corso Marconi. Domenico, torinese, è stato invece fermato prima del corteo, l'accusa che gli viene rivolta è di detenzione di materiale esplosivo.


Questa mattina vi sono state le udienze per le convalida o meno degli arresti al carcere delle Vallette. Entro stasera, massimo domattina, vi sarà il pronunciamento del gip sui compagni detenuti alle Vallette. In parallelo, questa mattina vi è stato un primo momento di solidarietà con gli arrestati: gli studenti e le studentesse dell'Onda Anomala torinese e milanese hanno tenuto un presidio fuori dal carcere, con i familiari e con gli avvocati. Sono stati appesi 2 striscioni: "Alessandro e Domenico liberi subito!", "L'Onda non si arresta! Alessandro e Domenico liberi subito!".


Nell'eventualità che il gip non decidesse per la scarcerazione immediata di Alessandro e Domenico, l'Onda di Torino ha già indetto un nuovo presidio per domani sera alle 18 fuori dalle Vallette, per far arrivare la solidarietà ai compagni, per richiedere la loro l'immediata liberazione.


Ma la solidarietà e la presa di posizione dell'Onda non è ferma al territorio torinese: questa mattina negli atenei di tutt'Italia sono comparsi striscioni e scritte richiedenti l'immediata liberazione di Alessandro e Domenico. "L'Onda non si arresta! L'Onda vi travolge!"

lunedì 18 maggio 2009

TORINO: L'Onda non si ferma: città bloccata, cariche della polizia. 3 studenti fermati. VIDEO

Lunedì 18 maggio 2009

Non si ferma la mareggiata dell'Onda Anomala contro il G8 dell'università di Torino. Seconda giornata di mobilitazione contro il G8 University Summit, iniziato ieri, in parallelo con l'entrata nel vivo della contestazione degli studenti e delle studentesse al Block G8 Building, in giro per la città.

Questa mattina l'Onda si mossa da palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, all'interno del quale è situato il castello che sta ospitando il vertice dell'università. Gli studenti si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente "inOndata" da gavettoni d'acqua e uova. Ciò ha scaturito la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano.
L'Onda ha quindi ripreso il suo cammino verso il centro cittadino, passando da via Marconi, esigendo l'immediata liberazione dei 3 studenti fermati. E' stato effettuato quindi un nuovo blocco in corso Vittorio Veneto, arteria cruciale del traffico cittadino, che è stato mandato nuovamente in tilt. Anche qui una polizia nervosa si è ri-schierata, pronta a riprender in mano i manganelli. L'Onda ha perseverato nella sua principale pratica, il blocco dei flussi di viabilità metropolitana, che han caratterizzato tutto l'autunno di mobilitazione studentesca, dirigendosi e paralizzando il vialone antistante la stazione di Porta Nuova.

Nell'imprevedibilità che sta caratterizzando gli studenti e le studentesse in mobilitazione contro il G8 è proseguita l'azione di disturbo dell'Onda, che si è spostata all'imbocco di via Roma, corso-vetrina della città, continuando ad alimentare la situazione di caos della viabilità che permane dal primo mattino. La celere ha qui nuovamente e violentemente caricato a freddo gli studenti dell'Onda, provocando diversi feriti ed effettuando alcuni fermi: grazie alla determinazione degli studenti, che hanno improvvisato una barricata lungo la strada con cassonetti e transenne, i fermati sono stati rilasciati in pochi minuti.

L'Onda si è poi diretta verso il Block G8 Building, sfilando in corteo per le vie del centro e fermandosi al rettorato dell'università di Torino, teatro l'altro giorno del sequestro del rettore Ezio Pelizzetti a fronte della chiusura d'autorità di Palazzo Nuovo, tornando a denunciare l'illeggittimità e l'insostenibilità del G8 torinese, e rivendicando gli spazi universitari e cittadini come luoghi di giusta espressione del dissenso. Nel frattempo, i 2 studenti greci sono stati liberati e si sono ricongiunti al resto degli studenti.

La giornata di ieri ed oggi non sono che l'inizio di una mobilitazione contro il G8 University Summit, che è appena entrata nel vivo: nel pomeriggio proseguiranno i dibattiti a palazzina Aldo Moro occupata, in serata si svolgerà il confronto tra le esperienze di lotta studentesca europee, in preparazione del corteo nazionale di domattina...!

VIDEO della violenta carica della Polizia all'altezza di via Roma (GUARDA)

Ascolta le dirette con Simone dell'Onda Anomala di Torino:
primo collegamento (blocchi) - secondo collegamento (cariche)

lunedì 27 aprile 2009

Domenica 26 aprile 2009 22:43 Rimini - Io non ho paura...





Domenica 26 aprile 2009 22:43 Rimini - Io non ho paura... La piazza, i contenuti, l’azione

Report del primo appuntamento della campagna territoriale a Rimini

Io non ho paura... si è trasformato in un grido collettivo, riempiendo di contenuti una piazza che si vuole militarizzata e svuotata di ogni relazione e socialità che non sia animata dall’indifferenza, dal razzismo, dalla paura.
Se la crisi e tutti i suoi effetti impattano anche il territorio riminese - con tanti lavoratori e lavoratrici italiane che ritorneranno a fare la stagione balneare non da turisti ma da sfruttati - è giusto rispondere con nuove organizzazioni del comune, che rompano non solo il paradigma del controllo/sicurezza, ma che sappiano parlare di libertà, rivendicare reddito, produrre appunto comune.
Il primo appuntamento della campagna locale °Io non ho paura° ha visto come protagonista il collettivo Universitario Black Sheep, con performance artistiche, spettacoli di giocoleria e comunicazione interattiva sul tema della libertà e del diritto al sapere. Si replica il 30 aprile con il tema "libertà e diritti di cittadinanza".

Contributi:

- [ audio ] Arianna (Coll. Black Sheeps)
- Fotogallery